Anche l’erba
I fiori del ciliegio?
Da queste contrade
fiorisce anche l’erba.
Yotaro Issa (1763/1827)
Anche l’erba
I fiori del ciliegio?
Da queste contrade
fiorisce anche l’erba.
Yotaro Issa (1763/1827)

N lavoro digitale. 151.223 – 100x (110 + 110) cm – dittico
N lavoro digitale. 151.223 – 100x (110 + 110) cm – dittico
Fonte: WIND

Mixed media on paper – 21×29,7 cm – dicembre 2015
A volte ci sono opere che apparentemente sembrano meno riuscite ma che posseggono un qualcosa di indescrivibile, un fascino particolare, in grado di suscitare profonde passioni. Quei quadri che ad una prima occhiata promettono poco ma che poi, con una più attenta osservazione, troviamo in essi una composizione, una struttura o un dettaglio in grado di suscitare in noi un forte stupore che ci rapisce e ci conquista e da cui ci sembra di non poter più staccare gli occhi.


MOSTRARE SENZA MOSTRARE
L’origine dell’Universo, l’inizio della Vita, il suo passato e il suo futuro.
Questi sono i temi che indago nella mia opera recente.
L’ambiente naturale costituisce il mio riferimento costante: alberi, boschi, prati, alghe, germogli, forme organiche in evoluzione. Immagini ambigue tra il vegetale e l’animale, abissi e fossili. Tutte le mie opere recenti hanno un’aurea misteriosa, incerta, antica.
Nel mio lavoro voglio non essere descrittivo, letterale, ma mostrare il soggetto in modo indiretto, suggerendo forme organiche prive di dettagli, costituite di puro colore. Immagini ambigue, dense di suggestioni, ottenute con l’accumulazione di segni, si raccontano attraverso la sola creazione di sensazioni e l’uso di simboli, stimoli all’immaginazione.
La numerazione progressiva a sei cifre, corrispondente alla data in cui l’opera è stata ultimata, è diventata con il tempo una sorta di marchio identificativo che ha sostituito la firma.
Mi interessa molto il rapporto tra la superficie delle opere e la profondità suggerita dalla composizione. Già agli inizi degli anni ’90 ho creato una serie di opere intitolate “Nulla è più profondo della superficie” riprendendo una citazione di Gilles Deleuze: la superficie dei miei quadri mi rappresenta quanto la profondità in essi cercata.
La forma e il colore ricreano il senso di profondità senza ricorrere all’uso della prospettiva.
La tecnica e i materiali scelti per la realizzazione delle mie opere sono sempre connessi al tema che affronto. Un corpo a corpo con la materia del pigmento e degli altri elementi naturali come le sabbie silicee e le argille.
Importante resta il gesto, la “registrazione” fedele del movimento del braccio e della mano che generano il Segno: nessun ritocco alle mie opere; la ritengo una forma di “onestà”.
Utilizzo quasi sempre formati grandi perché l’osservatore “entri” nell’opera e ne sia dominato. Produco personalmente i colori per ottenere la “granatura” e la fluidità desiderata.
Recentemente, in occasione di una visita nel mio studio, un curatore del LAC (Lugano Arte Cultura), mi ha bonariamente accusato di “maltrattare” le opere; ho spiegato la mia particolare visione relativa ai segni del tempo: essi depositandosi sui dipinti divengono parte integrante dell’opera stessa e in qualche modo la “maturano”.
Inizialmente, nella mia mente è depositato un progetto che, mentre prende forma, si modifica autonomamente atttraverso l’inevitabile intervento del Caso, di cui seguo le impalpabili suggestioni.

Frequenze cosmiche – Work n. 131018
Cycle FREQUENZE
Mixed media on canvas – 102x102x3 cm. – 2013
Opera esposta alla Mostra FREQUENZE 140621/0712 presso Spazio Natta – Comune di Como.
Photo by Carlo Pozzoni

Frequenze cosmiche – Work n. 140324
Cycle FREQUENZE
Mixed media on canvas – 2014
Opera esposta alla Mostra FREQUENZE 140621/0712 presso Spazio Natta – Comune di Como.
Photo by Carlo Pozzoni

Light and vacuum – Work n. 150219
Cycle IMMANENZE
Oil on canvas – 100x100x4 cm. – 2015
Opera esposta alla Mostra Concetti spaziali presso la Galleria d’Arte contemporanea Statuto13 – Milano
Photo by Carlo Pozzoni

Onda sonora – Work n. 150115
Cycle IMMANENZE
Oil on canvas – 100x100x4 cm.
Opera esposta alla Mostra Concetti spaziali presso la Galleria d’Arte contemporanea Statuto13 – Milano
Photo by Carlo Pozzoni