IL MANIFESTARSI DELLE FORME

Mostra personale, opere di Doriam Battaglia

presso IL CORNICIAIO di Guido Zamatto,

via Milano 86 Como – tel. 031 269 126

INAUGURAZIONE giovedì 11 ottobre alle ore 18,00

Apertura dal 12 ottobre al 15 novembre 2018

con orario da martedì a sabato 9|12 15|19

18100 Locandina ZAMATTO

L’EMERGERE DELLA COSCIENZA

La vita, che é coscienza e senso dell’essere, é contenuta in potenza nella materia-energia ed é il risultato dell’interazione di questa con le leggi della natura. L’esperienza del mondo diviene possibile solo dopo l’emergere della coscienza nel corpo (essenza del cibo). Il mondo vegetale é il nostro antenato e non potrebbe essere altrimenti in quanto l’essenza vegetale é una necessità assoluta per la creazione del regno animale e della specie umana. I nostri corpi devono essere sostenuti e nutriti continuamente dall’essenza vegetale del cibo. La coscienza possiamo paragonarla ad un paio di occhiali che ci permettono di vedere l’universo, ma noi non siamo gli occhiali e nemmeno ciò che vediamo; siamo l’atto stesso del vedere, il testimone del veduto. Il testimone non é la coscienza, il mezzo per cui egli può accadere, e neanche il mondo manifesto che viene testimoniato, ma é per mezzo della coscienza che noi esperiamo e osserviamo il mondo. Il tempo e lo spazio sono contenuti nella coscienza, senza coscienza non esistono e non può esiste assolutamente nulla senza di essa. L’osservatore non scompare quando la coscienza e il campo di osservazione non ci sono più. Perché un oggetto possa esistere é necessaria l’esistenza di un osservatore che testimoni tale presenza. Solo nella forma corporea é possibile fare delle affermazioni, senza il corpo non c’é coscienza e senza coscienza non esisterebbe il mondo. Tutto quello che accade non é altro che il gioco del manifestarsi della materia-energia nel regno della consapevolezza. La domanda da porsi é: come é accaduto che mi sono ritrovato con un paio di occhiali che mi permettono di vedere il mondo? Ogni qual volta si creano le condizioni per cui la coscienza appaia ciò accade da sempre e per sempre. In tutto questo la mente ha un ruolo secondario, impegnata com’é perennemente nei suo chiacchiericcio interiore. La mente é utile solo per condurre gli affari del mondo non a comprendere le ragioni dell’universo. Nell’universo amore e verità coincidono e possiamo parlare di opera d’arte solo quando bellezza e verità coesistono. Gli esseri umani, nonostante appartengano biologicamente al regno animale, hanno il potere di evolversi e acquisire conoscenza e saggezza per comprendere il principio onnipervadente l’universo. L’opera d’arte si presenta come una cristallizzazione di sentimenti, emozioni, intuizioni, avente lo scopo di comunicarle e tramandarle ad altri. L’espressione artistica visiva é nata contestualmente al linguaggio, ma mentre il linguaggio lavora per pensieri-parole, essa procede per immagini lasciando ampio spazio all’intuizione e alla fantasia dell’osservatore.

SEGRETA ISOLA Ragione e sentimento – 2° edizione 2018

Sono aperte le iscrizioni alla Rassegna di pittura e fotografia “Ragione e sentimento” 2° edizione 2018 di SEGRETA ISOLA.

La scadenza per l’iscrizione é fissata per il 30 GIUGNO 2018.

Bando, moduli e Programma sono scaricabili dal sito http://www.segretaisola.it
Mercoledì 23 maggio nel programma Angoli di Espansione TV ci sarà una prima presentazione dell’evento alle ore 19,00
Venerdì 25 MAGGIO 2018 alle ore 18,30 presso la Libreria UBIK di pazza San Fedele 32 Como si svolgerà la presentazione dell’evento. Durante l’incontro sarà possibile avere eventuali chiarimenti in merito alle modalità di partecipazione.

Locandina

Arco Mera – Varese – Progetto di riqualificazione.

Progettisti:

Arch. Doriam Battaglia e Franca D’Alfonso con la collaborazione dell’arch. Maria Cappelletti.

Sono Franca D’Alfonso, socia dell’Associazione Liberi Artisti della provincia di Varese, e insieme all’architetto-artista Doriam Battaglia ho aderito a questa iniziativa per il 40° anniversario della mia associazione.

Con Doriam, mentre passeggiavamo per Varese alla ricerca di idee e ispirazioni per il progetto, ci siamo soffermati incuriositi davanti all’Arco Mera che collega piazza del Podestà, sulla quale un tempo si affacciava il Palazzo del Pretorio, sede della municipalità e cuore civile del borgo, con piazza S. Vittore, che prende il nome dall’omonima basilica. Quest’arco, in origine costruito per mettere in comunicazione la zona “laica” della città con quella “religiosa”, è stato successivamente ampliato a metà dell’Ottocento, quando ha assunto l’aspetto attuale, in occasione della visita a Varese di un alto prelato di Roma.

Dopo un’attenta osservazione abbiamo pensato che il pavimento poteva essere oggetto di un intervento di ristrutturazione/modernizzazione. Così, osservando i segni zodiacali raffigurati sulla volta, abbiamo progettato di riportare gli stessi segni zodiacali, interpretati in chiave moderna, come elemento decorativo anche sul pavimento, in modo da creare un contrasto fra la volta (elemento antico) e il pavimento (elemento moderno).

Questa scelta è fra l’altro in sintonia con il mio stile pittorico, caratterizzato da composizioni astratte che mettono in atto un processo di de-composizione della realtà attraverso il cromatismo delle figure geometriche.

Riporto a questo proposito due brevi passaggi, tratti dalle critiche che Ettore Ceriani e Lorenzo Mortara hanno scritto su di me, e che meglio chiariscono questo concetto.

“Anzi le dimensioni e le forme particolari delle figure geometriche accostate l’una all’altra, accorpate o variamente integrate, danno la sensazione di una natura in movimento, che non cede mai alle lusinghe del particolare, sia che si tratti di evocazione lirica o di visione allusiva, e comunque sempre tesa ad ascoltare lo spirito immanente che la anima” (Ettore Ceriani)

“La pittrice varesina nel progettare e sviluppare le sue composizioni geometriche dei cromatismi equilibrati e armonici attinge al suo mondo evocativo e narrativo, e al tempo stesso a quegli attimi dell’esistenza carica di essenzialità che sono il riflesso di emozioni, di epifanie e di fantasie della sua mente creativa, non abbandonando mai l’insegnamento di Matisse quando afferma che “Bisogna guardare tutta la vita con gli occhi di un bambino. Bisogna saper conservare la freschezza dell’infanzia nel contatto con gli oggetti”. Seguendo il proprio ritmo interiore, libero da condizionamenti, attese e contingenze, ha saputo elaborare un suo caratteristico segno di forme e di colori, e raggiungere una sua propria identità di intenti e di progetti attraverso un linguaggio pittorico astratto e raziocinante con influenze metafisiche e ricco di innesti e di fruttuose contaminazioni.” (Lorenzo Mortara)

Varese, 28-07-2017