STATI DI COSCIENZA, Mostra personale di Batt (doriam battaglia), dal 9 al 26 marzo alla The Art Company Como – Via Borgovico 163. Inaugurazione a cura di Luigi Cavadini, venerdì 6 marzo 2026, ore 17,30

STATI DI COSCIENZA

Mostra personale di Batt (doriam battaglia)

Location: The Art Company Como – Via Borgovico 163.

Concept della mostra

La molteplicità è il gioco dellUnità.

L’universo come campo unificato di tutte le cose, dove non esiste separazione: un unico campo ininterrotto di energia che si manifesta attraverso il colore, la forma e la coscienza che le osserva.

STATI DI COSCIENZA esplora la natura non-duale della realtà, dove osservatore e osservato coincidono in un unico campo ininterrotto di energia. La mostra si fonda su una spiritualità non confessionale che riconosce l’interconnessione di tutti gli enti dell’universo all’interno di una coscienza universale.

Le opere nascono dalla comprensione che l’universo non è costituito da oggetti separati, ma da un campo dinamico di possibilità infinite: onde di probabilità che collassano per manifestare accadimenti temporanei. In questa visione, la materia rappresenta un punto di arrivo, non di partenza. La mente si manifesta per mezzo della materia, e la coscienza individuale agisce come co-creatrice attiva della struttura dell’universo.

L’arte diventa così processo e stimolo che promuove il flusso della coscienza universale. Attraverso l’effetto osservatore, che trasforma la realtà da onda di probabilità a particella di materia, l’universo si rivela simultaneamente come tela e come artista che crea bellezza e ordine. Siamo tutti connessi a un’unica sorgente, al medesimo campo energetico, soggetti al medesimo allineamento vibrazionale, vivendo un eterno presente.

Lo spazio non è vuoto ma un mare ribollente di possibilità nel quale ogni parte contiene il tutto, secondo una geometria frattale. Il sé individuale emerge come riflesso del Sé cosmico. In dialogo con il panpsichismo, la mostra propone che la coscienza non sia un epifenomeno del cervello, ma la co-creatrice stessa della realtà.

La mia arte pre-formale, che lascia ampio spazio alla casualità, vuole trascendere la visione locale, spazio-temporale della realtà, per offrire una comprensione della totalità e dell’unità delluniverso. Indaga inoltre il rapporto tra necessità e casualità. La casualità emerge allinterno della necessità (le leggi che governano attualmente il nostro universo). Come in una partita scacchi esisto unenorme possibilità di mosse ma tutte devono essere comprese nelle regole che governano il gioco. Così la casualità delle forme generate dal lancio della vernice subisce i limiti delle leggi fisiche.

Siamo sempre più consapevoli dellincompletezza della nostra conoscenza e del fatto che non arriveremo mai a comprendere totalmente la realtà di cui facciamo parte come osservatori/attori.

Descrizione delle opere

La mostra è costituita da 16 opere pittoriche e un’opera pitto-scultorea.

Opere pittoriche

Le sedici opere pittoriche hanno dimensioni di 54×48x2 cm, ciascuna inserita in una cornice a cassetta americana di legno naturale di tiglio con dimensioni 57×51×3 cm.

Le opere sono organizzate in quattro gruppi di tonalità differenti, suddiviso a sua volta in quattro diverse saturazioni. Ogni gruppo sviluppa uno dei quattro colori fondamentali del sistema NCS (Natural Color System):

  • RY (rosso-giallo)

  • YG (giallo-verde)

  • GB (verde-blu)

  • BR (blu-rosso)

Opera pitto-scultorea

Titolo Cronotopo

L’opera pitto-scultorea è costituita da una struttura para-tetraedrica le cui quattro facce sono state implose, realizzando un elemento quadridimensionale dotato di dodici facce semicircolari. Ogni faccia è costituita da uno spicchio di cerchio di raggio 60 cm con un angolo di 109,47° (l’angolo tetraedrico perfetto). Lopera riprende la struttura della molecola organica dellidrocarburo più semplice, quella del Metano (CH4) con il cento occupato dal carbonio e i quattro atomi di idrogeno equidistanti traforo ed il centro, con angolo di legame di 109,47°. Una struttura quadridimensionale alla quale ho dato il nomadi Esatelio (Esa da sei, telo: scopo, fine e elio sole). Ogni settore dellEsatelio é collegato idealmente anche con le quattro basi azotate del DNA (Adelina, Timina, Guanina e Citosina), da qui nasce tutta la vita organica di questo pianeta.

Sei raggi che di protendono verso linfinito, generando coordinate sferiche. Per definire lEsatelio é sufficiente fornire ununica dimensione come per i solidi regolari.

I tre spicchi che costituiscono ognuna delle quattro superfici del tetraedro originario presentano uno dei quattro colori fondamentali. Questa scultura rappresenta le spazio direzioni dello spazio senza privilegiarne alcuna, Per accrescere tale concetto la struttura ruota su se stessa appesa con cavi in acciaio. Eil Vuoto e la sua fluttuazione che dà origine a ogni forma. È la manifestazione tridimensionale di una geometria che trascende le nostre coordinate spazio-temporali abituali, simbolo della realtà ultima che sottende il mondo fenomenico. LEsatelio potremmo paragonarlo al Monolite che appare nel film di Kubrich 2001 Odissea nello spazio, il suo compito é quello di modificare le coscienze.

Note tecniche per l’allestimento

  • Opere pittoriche: 16

  • Formato opere pittoriche: 54×48x2 cm, (57×51×3 cm. con cornice)

  • Opera pitto-scultorea: 1 (struttura tetraedrica implosa, 12 facce, spicchi di raggio 60 cm) Inscritta in una sfera di 120 cm. di diametro sospesa al soffitto per mezzo di un cavo di acciaio. Peso totale 10 Kg. circa.

  • Sistema cromatico: NCS (Natural Color System)

  • Disposizione suggerita: i quattro gruppi cromatici possono essere organizzati in sequenza o in dialogo spaziale secondo la configurazione della galleria.

 

Note:

Opere con una visione Biocentrica e non antropocentrica.

Pittura pura generata dal Vuoto, dal Tempo, dallo Spazio, dalla Gravità e dalla Coscienza.

BATT (doriam battaglia)

Doriam Battaglia, Gravitazione quantistica, alla BAG – Bocconi Art Gallery 2025

Visite guidate gratuite il 2 ottobre 2025, dalle ore 16, negli edifici dell’università milanese per l’inaugurazione della dodicesima edizione di BAG – Bocconi Art Gallery, con un percorso espositivo che intreccia 138 opere di 75 artisti.

Il sole 24 ore inserisce un’opera di Doriam Battaglia nell’articolo pubblicato il 29 settembre su il Sole 24 Ore:

https://www.ilsole24ore.com/art/la-bocconi-si-trasforma-galleria-d-arte-AHIaZ9tC

vai al file in formato pdf con le immagini della mostra:

vai al sito della BAG Bocconi Art Gallery: https://www.unibocconi.it/it/eventi/bag-bocconi-art-gallery-0

intervista a DORIAM BATTAGLIA , La sperimentazione nell’arte: esplorare i legami tra materia, vita e coscienza, audio di 12 minuti a cura di Radio Canale Italia e ascoltabile tramite Spotify, giugno 2025

“sono stato intervistato da Radio Canale Italia, riporto qui di seguito la loro comunicazione”

ascolta l’intervista su Spotify:

Doriam Battaglia Batt, Nous – Nous: la Vita è l’Arte, l’Arte è la Vita, mostra a cura di Luigi Cavadini, alla Banca Generali Private, Como, Lungo Lario Trento , 9. Dal 20 gennaio al 28 febbraio 2025

—————————————————————————————————

guarda il file in formato pdf:

clicca sulla prima immagine per vedere le 52 pagine in sequenza:


Doriam Battaglia: All’interno del BAG, oggi sono state installate due mie opere nel Campus metropolitano di Bocconi SDA, nella nuova sede di Via Roberto Sarfatti 10, spazi comuni al piano -1, maggio-giugno 2025

“L’arte contemporanea, anche dove non la si comprenda appieno, è arricchimento e apertura della mente, innesca domande e suggestioni che trapelano dai racconti visivi in cui essa si esprime, che siano tele, installazioni, sculture o fotografia.

Per questo Bocconi ha scelto di investire con costanza nel progetto BAG – Bocconi Art Gallery, coinvolgendo sempre nuovi artisti di livello internazionale e intrecciando collaborazioni con importanti gallerie italiane e straniere.”

All’interno del BAG, oggi sono state installate due mie opere nel Campus metropolitano di Bocconi SDA nella nuova sede di Via Roberto Sarfatti 10, spazi comuni al piano -1. Edificio progettato dalla studio SANAA (Arch. Kazuyo Sejima e Arch. Ryue Nishzawa), insediamento urbano di alta sostenibilità ambientale.

Opere:

W200521 abc “Energia del vuoto” trittico. Smalti sintetici all’acqua su tela. Dim. 216×384 (96+192+96 cm.) Anno 2020.

W27793 ac “Gravitazione quantistica” dittico. Smalti sintetici all’acqua su tela. Dim. 216×192 (96+96 cm.) Anno 2020 – 2025

Doriam Battaglia: “Belle cornici per i miei piccoli frammenti!…”

Incontro con l’artista DORIAM BATTAGLIA, curatore della Mostta Nous – Nous, alla Banca Generali Private, Lungolago Trento, 9, Como, il 14 febbraio 2025, ore 17

Paolo Ferrario ricorda. I miei contemporanei (1947-1949): l’ “artista amico” DORIAM BATTAGLIA, nato a Berbenno di Valtellina (SO) il 19 febbraio 1949

vai a questo blog:

caro paolo,

hai fatto un lavoro veramente egregio!

Ti ringrazio molto per il tempo che hai voluto dedicarmi.

Mi fa certo piacere se lo rilanci sul mio blog…grazie…

Un abbraccio.

Doriam

opera di Street Art realizzata da Riccardo Gaffuri e Doriam Battaglia, in Piazza Martinelli, Como. Fonte informativa: ComoZero

vai a:

Doriam Battaglia, DALLA MATERIA ALLA FORMA, Mostra dal 21 giugno al 17 luglio 2024, alla CUVEE, Via Marco Polo, 6, Milano. Con testi di Doriam Battaglia e di Vincenzo Guarracino e fotografie di Carlo Pozzoni

DALLA MATERIA ALLA FORMA

testo di Doriam Battaglia

Un paysage quelconque est un état de l’âme”, un qualsiasi paesaggio è uno stato d’animo.

Journal intime del filosofo e poeta Henri Frédéric Amiel

Le opere di questa mostra sono paesaggi pre-formali dell’Universo risalenti a13,8 miliardi di anni fa quando l’Universo si è formato.

Paesaggi da guardare con un’attitudine mentale ed etica particolare, da leggersi in chiave metaforica. Oltre ciò che mostrano, oltre ciò che sono, stati d’animo, finestre su un mondo sconosciuto e inconoscibile. Opere che provocando, e non di rado esasperando il colore, quasi a voler riprodurre attraverso la studiata casualità delle loro dinamiche compositive l’evento di una nascita e l’affermarsi ed evolversi della stessa esistenza”. (V. Guarracino)

Queste opere vorrebbero suscitare uno stato d’animo, un clima psichico nell’osservatore che lo riconduca all’unita, a quell’Uno che tutto comprende e nulla esclude., a quella fratellanza cosmica di cui cantava già San Francesco.

Il Vuoto é forma e la forma é vuoto” recita il Sutra del Cuore, un vuoto che non è il Nulla nichilista, ma il pieno di ogni possibile essenza.

Veniamo dalle stelle e alle stelle torneremo. Tutto è unità e l’Uno è tutto ciò che esiste. Nel mio lavoro parto dal concetto di “Consustanzialità” ove materia, energia, forma, spirito, Vita e coscienza coesistono senza alcuna possibilità di separazione. Ma nel mondo attuale vediamo tante separazioni, conflitti, guerre e competizioni cruente. L’umanità è scivolata sempre più da una visione bio-centrica, quella della Grecia ad esempio, ove ciò che conta è la Vita, ad una antropocentrica ove conta solo l’uomo e i suoi interessi immediati. Da quando l’antropocentrismo è divenuto l’atteggiamento prevalente, promosso soprattutto dalla cultura giudaico-cristiana, che pone l’essere umano al centro come dominatore del creato, si è fatta strada una sempre più marcata differenziazione tra l’umano e ciò che umano non è. Da una visione collettiva ad una sempre più individualista, da un atteggiamento collaborativo ad uno fortemente egoistico. Non possiamo vivere da soli, abbiamo tutti bisogno degli altri, di ogni essere, siamo tutti connessi. Il comportamento antropocentrico ci sta portando a un punto di non ritorno. Cambiamenti climatici, inquinamento di terra, acqua e aria, pandemie, guerre che distruggono l’ambiente, flussi migratori sempre più inarrestabili per fuggire dalla guerra e dalla siccità che rendono inospitali larghe zone del pianeta, iniqua distribuzione delle risorse materiali e culturali.

In questa situazione complessa anche l’Arte deve fare la sua parte risvegliando le coscienze assopite da una cultura dominante miope, di corto respiro, riportando al centro del proprio agire la tutela della Vita in tutte le sue molteplici forme. E’ un atteggiamento irresponsabile pensare di dominare la Natura invece di armonizzarsi ad essa, rispettandola.

L’uomo si illude di trovare la libertà e la felicità e nel possedere egoistico, ma la felicità si può trovare solo nella condivisione e nella partecipazione al bene comune. Compito della scienza è ampliare la conoscenza, missione dell’arte è accrescere la coscienza collettiva. Una scienza senza etica, asservita a potere dominante, è estremamente pericolosa.

Noi esseri umani siamo destinati ad avere coscienza del mondo e di noi stessi, e per quello che ne sappiamo, rappresentiamo l’apice di essa in questo Universo.

Con la nostra estinzione anche la coscienza dell’Universo si azzera. In un futuro lontano anche l’Universo si esaurirà, mai il tempo è ciclico e altri infiniti universi sorgeranno dopo il nostro, come probabilmente è già accaduto prima del nostro.

Abbiamo questa grande responsabilità; mantenerci in vita per testimoniare l’esistenza dell’Essere. Per continuare a esistere come specie umana dobbiamo conservare in buona salute l’intera biosfera. Per fare ciò dobbiamo mettere in atto comportamenti responsabili, riducendo i consumi e ridistribuendo in modo equo le risorse rinnovabili della Terra. L’Arte deve sostenerci in questo proposito.


 

Testo di Vincenzo Guarracino, letterato e poeta: 

Rerum natura, hoc est vita, narratur

(«Descrivo la natura, cioè la vita»)

 PLINIO IL VECCHIO, Naturalis Historia, praef.13

C’è nel monumentale Journal intime del filosofo e poeta Henri Frédéric Amiel una frase, dedicata al valore del paesaggio, che sembra condensare la poetica che racchiude e tiene insieme il senso della panoplia di immagini che scorre come in un film sotto i nostri occhi: Un paysage quelconque est un état de l’âme, un qualsiasi paesaggio è uno stato danimo.

Come dire che ciò che si vede, più che di una cifra oggettiva sua propria, ossia di sue specifiche caratteristiche e qualità, è dotato di maggiore o minore gradevolezza a seconda dello stato danimo, del clima psichicoper così dire, con cui chi lo osserva lo percepisce e, per quanto riguarda l’artista, lo rappresenta. 

In altri termini, un paesaggio, ogni paesaggio, è inquadrabile allinterno delle coordinate di un momento specifico, che possono essere tormentate e complesse o serene e gratificanti, che sono immagini di uno stato danimo:  

teatro ed ostensione, quasi liturgica, soltanto di se stessi e paesaggi di unattitudine mentale e morale tutta particolare, da leggersi in chiave metaforica. Oltre ciò che mostrano, oltre ciò che sono, Stati danimo, Finestre su un mondo sconosciuto e inconoscibile. 

Paesaggiche vivono del loro stesso respiro, della natura delle nubi e delle brume, delle esalazioni della terra e del cielo, di albe e tramonti trasfigurati, in momenti particolari, zenitali dellanimo: ambiscono, come finestre”,  di essere varchi da cui il groviglio del segno si protende alla furiosa ricerca della luce verso immagini impensate, verso epifanie di senso nellocchio incantato dello spettatore, paesaggiche si aprono come reperti emozionali generati da unimprovvisa colatura di colore, dalla folgore di un segno che attraversa la campitura del quadro, squarciando il tutto dellopera, per dipanarsi in contesti di essenziale tensione della forma. 

Certo, resistono, come si diceva, il colore e il gesto: meglio, il colore, un colore-spazio-segno, che guida la mano imprimendo allinsieme velocità a tratti vorticose, tanto da sfidare le leggi stesse della stabilità e della coerenza del supporto (tela, carta, legno), per reclamare con la sua lievitante e debordante sostanza spazi contigui e successivi avvitandosi e allungandosi in strie, girandole e spirali. Forme cromatiche in espansione, anfratti e arcobaleni di un pensiero senza memoria che si svolge e avvolge prima di ritornare su stesso per impennarsi, meraviglioso e meravigliato, inseguendo un progetto e un sogno che si ripete allinfinito e che i titoli allusivamente si incaricano di lasciar intuire e rilanciare. 

Come definirle altrimenti se non storie di segni, “capricci” di linee e sintagmi cromatici governa­ti, sotto il segno del comune denominatore della Meraviglia, da una furiosa ricerca della luce, dall’ansia della salvezza di un varco, imprigionati e costretti come sono nei muri spessi del labi­rinto di un’opprimente condizione esistenziale, lasciando solo a tratti affiorare lacerti e fantasmi di presenze, oggettuali o umane? 

Storie e fonemi di pittura, dunque, che parlano soltanto di se stesse, perfettamente autoreferenziali e incuranti per lo più di qualsivoglia obbligo realistico e mimetico, come dimostra anche l’estrema parsimonia di indicazioni.

Microcosmi strutturali di un’assoluta necessità di espressione, vivono, nel tempo della loro scrittura, come gesti e alfabeti interferiti da continue distrazioni e insorgenze emozionali, che impongono al segno sulla minima scena del quadro continue contrazioni o dilatazioni, in un movimento di diastole-sistole del pensiero (viene in mente un aforisma di Paul Valéry, “Pensare è perdere il filo”), provocando e non di rado esasperando il colore, quasi a voler riprodurre attraverso la studiata casualità delle loro dinamiche compositive l’evento di una nascita e l’affermarsi ed evolversi della stessa esistenza.

Ecco, a ben vedere, è proprio questo l’elemento dominante e unificante di queste opere, pur nel necessario cambia­mento di situazioni e intenzioni, l’attenzione cioè al processo dell’apparire ed affermarsi dell'”immagine”, al lucreziano clina­men del suo nascere e accamparsi sulla superficie del supporto (tela, carta, legno), facendo sì che un’idea attraverso la tecnica diventi manifestazione sensibile di un’essenziale verità e cifra di una accettazione delle intrinseche leggi della materia.