INFORMALE e PREFORMALE

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Capita spesso che qualcuno accosti la mia opera a quella di Jackson Pollock (1912-1956), il rappresentante più emblematico dell’action painting e il prototipo dell’artista maledetto. Jackson, in gioventù, per gravi problemi di alcolismo, si sottopose a diverse sedute psicanalitiche, così approdò al mondo della psicologia, scoprendo le dimensioni dell’inconscio e dell’irrazionalità, che determineranno la svolta decisiva verso la sua arte informale, acquisendo enorme fama che lo trasformò in un mito moderno.

Solo da una lettura superficiale la mia opera può essere accostata a quella di Pollock. Certo ho dei debiti nei suoi confronti, soprattutto per quanto riguarda l’invenzione della tecnica del «dripping», consistente nel far gocciolare il colore su una tela posta in orizzontale. Jackson colava il colore con gesti rituali e coreografici, nei quali erano presenti reminescenze dei riti magico-propiziatori praticati dai nativi americani, e le opere così realizzate si presentano come un caotico intreccio di linee e macchie, con una totale assenza di organizzazione razionale.

La mia opera mantiene l’aspetto gestuale e in parte casuale della colatura, ma in essa la casualità è controllata e diretta da interventi manuali per ricavarne forme primordiali che definisco pre-formali. Nell’opera di Pollock si ritrovano quelle tipiche istanze dell’esistenzialismo, caratterizzate da sfiducia nelle possibilità dell’uomo di realizzare le sue aspirazioni di un’armonia con il mondo esterno. Al contrario la mia opera ricerca tale armonia ipotizzando la possibilità di un mondo dove l’uomo, dopo milioni di anni di permanenza su questo pianeta, si evolva a un punto tale di riuscire a vivere senza più distruggere e annientare ogni altra forma di Vita. La sua opera si connota dunque per una carica drammatica ed angosciosa, mentre la mia apre alla speranza di una futura armonia con il resto dell’Universo.

Doriam Battaglia

Como, 3 gennaio 2018

DUKE ELLINGTON, The Shepherd, at Fondation Marguerite et Aimé Maeght, St.Paul de Vence (France), July 27, 1966


dal sito della Fondation Marguerite et Aimé Maeght:

est une fondation privée située à proximité du village de Saint-Paul de Vence, à 25 km de Nice, entièrement conçue et financée par le couple Aimé et Marguerite Maeght. Ouverte toute l’année, la Fondation Maeght accueille près de 200 000 visiteurs par an, dans un ensemble architectural unique conçu pour présenter l’art moderne et contemporain sous toutes ses formes.

Inaugurée le 28 juillet 1964 par André Malraux, la Fondation est née de l’amitié d’Aimé Maeght, marchand d’art et galeriste parisien, avec les grands noms de l’art moderne dont Joan Miró, Alexander Calder, Fernand Léger, Georges Braque, Alberto Giacometti, Marc Chagall ou encore Eduardo Chillida.
Peintres et sculpteurs ont collaboré avec l’architecte catalan Josep Lluis Sert en créant des œuvres intégrées au bâtiment et à la nature : la cour Giacometti, l’une des œuvres “in situ” les plus connues au monde le labyrinthe Miró peuplé de sculptures et de céramiques, les mosaïques murales de Chagall et de Tal Coat, le bassin et le vitrail de Braque, la fontaine de Bury. L’ensemble mêle espaces intérieurs et extérieurs avec le jardin de sculptures, les cours, terrasses et patios, les salles d’exposition, la chapelle, la bibliothèque et la librairie.

La Fondation Maeght possède une des plus importantes collections en Europe de peintures, sculptures et œuvres graphiques du XXe siècle (Balthus, Bonnard, Braque, Calder, Chagall, Chillida, Giacometti, Léger, Miró, Ubac, Tal-Coat) mais également d’artistes contemporains (Adami, Arroyo, Calzolari, Caro, Del Re, Dietman, Garouste, Hyber, Kelly, Mitchell, Monory, Pincemin, Sui Jianguo, Takis, Tàpies, Tatah, Visch…).

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Performance ARTE come DONO

LA FORMA PRIMA DELLA FORMA L’essenza della Vita.

Il 6 dicembre 2017 ha preso avvio la performance “ARTE come DONO” che prevede la distribuzione di 63 piccole opere (dim. 16x18x2 cm.) ad altrettanti collezionisti e amici.

Ho realizzato tre serie di 21 lavori ciascuno per un totale appunto di 63 opere.

Le opere appartengono al ciclo ZOE e sono realizzate con tecniche miste su tela.

La mia pittura non vuole riprodurre il visibile ma mostrare ciò che non possiamo vedere, il manifestarsi del mondo attraverso l’apparire del divenire. Nelle opere di questo ciclo sono inseriti semi di varie essenze, come depositari della fertilità, poiché da essi germoglierà nuova Vita.

Doriam Battaglia

Performance ARTE come DONO

LA FORMA PRIMA DELLA FORMA – L’essenza della Vita

Curiosità, molla che muove all’azione, necessità di guardare verso l’infinito per cogliere almeno un frammento di ciò che ci circonda. Definisco le mie opere preformaliperché mantengono in sé una struttura ancora riconoscibile, preludio alla forma-idea. Nell’opera è registrato il processo gestuale, creativo, che nel suo svolgersi si conforma alle leggi dell’Universo al suo Ordine. Sulla tela si sviluppano i vortici di energia, spirali, strutture dinamiche, forze centrifughe e centripete che generano trame di colore e onde di luce. Osservando l’opera si percepiscono elementi naturalistici, come accade guardando gli oggetti geometrici attivi di omotetia interna e auto similarità, i frattali. In esso tutto accade per casualità riconosciuta e controllata. La mia è una pittura col segno, e non la rappresentazione, è essenziale. Il gesto sulla tela assume un valore semantico.Tutto il mio lavoro, in definitiva, è un’indagine poetica sulla struttura della materia, del colore e dello spazio. Lascio che le leggi dell’universo agisce attraverso il corpo per creare forme pseudo-naturali. Permetto al colore, condotto dal gesto, di cadere sulla tela e di depositarsi in segni che raccontano la loro genesi. L’opera diviene dispositivo di memorianel quale sono registrati i gesti compiuti nel tempo e nello spazio. Una sequenza temporale importante resta così impressa in una struttura spaziale esplorabile e interpretabile. Tele concepite come veri e propri frammenti di Natura, icone di una spiritualità pagana. Opere che indagano un mondo virtuale ove la sostanza non ha ancora assunto forma compiuta, ma nel quale agiscono le medesime leggi del nostro Universo. Invito ad entrare in una realtà parallela insondabile. L’arte interpreta la realtà usando come le emozioni, l’estetica e la poetica. Quando lo sguardo non riesce ad esaurire l’opera, si rimanda ad un’ulteriore identità di significato. La mia pittura non vuole vedere il manifestarsi del mondo attraverso l’apparire del divenire.

Le opere del ciclo “Zoe” sono state scattate per la performance “Arte come dono” Autunno 2017. Ho realizzato tre cicli di 21 opere ciascuno, da W171001 a W171027 e da W171101 a W171206 . Ogni opera è catalogata nell’Elenco generale delle opere.

ASTA PUBBLICA / Public auction

Offerta libera, senza una base d’asta/ Free offer, without auction base.

Opera/ Work: W110614

Titolo/ Title: Le poison

Ciclo/ Cycle: Les fleurs du mal

Dimensioni/ Size: 100x141x3 cm./ 39,37×55,5×1,2 in.

Tecnica: Tecnica mista su tavola/ Mixed media on wood

Anno/ Year: 2011

Note: L’opera è stata esposta per la prima volta nella Mostra personale di opere grafo pittoriche Les fleurs du mal svoltasi presso lo spazio espositivo Polvaratrentuno di Lecco (LC) nell’Aprile del 2011.

Notes: The work was first exhibited in the Personal Show of pictorial graphic works “Les fleurs du mal” held at the Polvaratrentuno exhibition space in Lecco (LC) in April 2011.

Per informazioni/ for information: Cell. 331 4552509 – doriam.batt@gmail.com

110614 le poison

ASTA PUBBLICA / Public auction

Offerta libera, senza una base d’asta/ Free offer, without auction base.

Opera/ Work: W110614

Titolo/ Title: Less bijoux

Ciclo/ Cycle: Les fleurs du mal

Dimensioni/ Size: 141x100x3 cm./ 55,51×39,37×1,2 in.

Tecnica: Tecnica mista su tavola/ Mixed media on wood

Anno/ Year: 2011

Note: L’opera è stata esposta per la prima volta nella Mostra personale di opere grafo pittoriche Les fleurs du mal svoltasi presso lo spazio espositivo Polvaratrentuno di Lecco (LC) nell’Aprile del 2011.

Notes: The work was first exhibited in the Personal Show of pictorial graphic works “Les fleurs du mal” held at the Polvaratrentuno exhibition space in Lecco (LC) in April 2011.

Per informazioni/ for information: Cell. 331 4552509 – doriam.batt@gmail.com

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