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http://www.doriambattaglia.it

Doriam Battaglia – in arte semplicemente Batt – è tra i maggiori esponenti di quel particolare filone creativo sviluppatosi, all’inizio degli anni ’90, intorno all’Associazione culturale Giosuè Carducci di Como.
Questo gruppo di artisti e intellettuali, guidati dai maestri Giuliano Collina e Angelo Tenchio e dallo scultore Massimo Clerici, si distingueva per una ricerca iconica e oggettuale, che tendeva a scardinare i codici linguistici precostituiti dell’arte classica.

L’opera di Batt, unica nel suo genere, si pone al confine tra varie forme espressive, attraverso la sperimentazione di linguaggi diversi e l’abbandono dell’oggetto pittorico in sé.
Per indagare l’universo della visione e della percezione, prima della comparsa della forma, analizzando i legami tra materia, vita e coscienza, esplorando la consustanzialità dell’aspetto di ogni essenza.

CARLA TOCCHETTI, Alla scoperta dell’ anti-dripping di DORIAM BATTAGLIA, dal sito arteinstudio.com, 16 febbraio 2021

da https://arteinstudio.com/2021/02/16/alla-scoperta-dell-anti-dripping-di-doriam-battaglia/

Carla Tocchetti ha introdotto agli ospiti di ARTEINSTUDIO, costituito da appassionati dell’arte, architetti, restauratori, artisti, formatori e docenti, una originale analisi differenziale tra l’opera di Pollock e quella di Battaglia.

Si è potuto definire così per contrappunti la personalità dell’Artista comasco rispetto a quello che fu definito il più grande Artista americano del XX secolo.

Tecnica e pensiero assolutamente contrapposti: Pollock nato nel 1913, figlio del Wyoming terra di canyon, geyser, e praterie, era stato a contatto con la cultura dei nativi americani, aveva attraversato il dramma della Seconda Guerra Mondiale, partecipando ai movimenti di protesta che erano nati subito dopo la sua fine. Affascinato dalle avanguardie dell’astrattismo europeo da Mirò a Picasso, Pollock aveva proseguito nel solco di una maggiore astrazione sfociata nel celebre “dripping”, la pittura sgocciolata per terra. Scomparso in un incidente ancora giovane, la sua carriera fu in un certo senso costruita a tavolino da Peggy Guggenheim e altri critici che coniarono per lui la definizione di “action painting”.

E si dovrebbe parlare di “anti-dripping”, casomai, volendo riferirsi al processo che mette in gioco Battaglia per le opere della ultima generazione, definitivamente staccate dal figurativismo iniziale.

Formazione da intellettuale poliedrico e umanista, Battaglia studia al Politecnico di Milano laureandosi negli anni caldi della contestazione politica di cui fu partecipe e co-fondatore del Manifesto.Una continua ricerca di espressione materica e tridimensionale esplorando incisione, argilla e raku, genera in Battaglia un pensiero etico e artistico, ispirato alle culture orientali, ma totalmente originale.

Non dobbiamo dimenticare, che le radici di questo artista contemporaneo italiano, affondano in secoli di consuetudine all’Arte occidentale e alla apertura ai linguaggi del mondo: per esempio in Battaglia troviamo rimandi alle proporzioni fibonacciane nella scelta della composizione dei colori e dei formati, alle velature inventate dai Maestri rinascimentali, alla Musica barocca, come il Canone seicentesco di Pachelbel che guida il ritmo della creazione artistica (su cui torneremo).

Oggi Battaglia è artista maturo che rivendica la distanza da Pollock preferendo una analogia con il raffinato pittore-filosofo Mark Rothko: non teme di ridefinire la sua identità attraverso un suo personalissimo gesto pittorico con il termine “flung”, riferito al lancio del colore e al suo controllo sulla tela. Oggi la pittura di Battaglia è figlia di un pensiero filosofico che viene di giorno in giorno puntualizzato attraverso concetti sempre più precisi, tra questi l’idea di una con-sustanziazione che scardina la sequenzialità e la causalità dell’origine della vita, riportando il discorso della creazione ad una essenza pre-formale.

Scorrono in fretta le due ore dell’incontro di ARTEINSTUDIO, costellate di domande all’Artista, che si concede in via eccezionale persino in una piccola dimostrazione del famoso “flung”. Ci saranno altri appuntamenti, visto l’interesse e al percorso e alla originalità dell’Artista Battaglia, che inaugura le presenze comasche nella mappatura “viscontea” di Arteinstudio: potranno portare a commissioni di nuove opere o anche all’acquisizione di nuovi allievi che vogliano condividere con il Maestro la via della ricerca astrattistica.

Carla Tocchetti

Il gesto e l’anima nella poetica di Doriam Battaglia, articolo di Carla Tocchetti, pubblicato in arteinstudio.com il 27 novembre 2020


Quattro sono le nuove carte che l’artista – filosofo Doriam Battaglia ha realizzato in questo secondo lock-down come strumento attivo di valorizzazione dell’Arte Contemporanea e dello scambio tra Artisti.  Le opere sono infatti state donate a SegretaIsola, l’associazione culturale che vede Battaglia presidente, per la quarta edizione della Rassegna di Pittura dal titolo “Bellezza Fragile”. Il progetto esplora le emozioni e i sentimenti di incertezza e speranza sorti durante il duro periodo dell’emergenza sanitaria, inoltre ha finalità sociali contemplando il fund raising per un co-housing per persone anziane e fragili.

Doriam Battaglia e una sua opera dedicata al gesto artistico del “lancio di colore”.
Foto di Franco Cavalleri Comunicazione

Nelle quattro carte di Doriam Battaglia ritroviamo il gesto fertile e creativo, nel senso più pieno del termine, che è alla base della poetica di dell’Artista: egli proietta sulla superficie, con un gesto lento e deciso, guidato dal respiro e dalla sensibilità, una pioggia di colore, in cui si percepiscono filamenti tra le gocce, e qua e là addensamenti di maggiori irregolarità, come irruzioni di sostanza pura, che verrà lavorata successivamente con la spatola.

Dall’alto a sinistra, “God is God”, “God is Before all Forms”, “Voluntatem Sei”, “Dep Faitf”
acrilici su carta 70×79

La finalità di Battaglia non è riprodurre la texture di un materiale, come avveniva con tecniche simili al lancio di colore nel 1500 per simulare il finto marmo. Al centro della riflessione artistica è il gesto di un Uomo contemporaneo che compone un’opera attraverso lanci successivi di colore, espressioni di una forza intrinseca che porta in sé i germi contraddittori del controllo e dell’indefinito.

Esprimendosi con una violenza apparentemente priva di intenzione, l’ artista si fa Medium di una potenza creatrice primordiale, che raggiunge il climax nel momento in cui il colore aggredisce la tela, la aggancia come se avesse artigli o rostri, la plasma in nuova forma ricostruendola con strati di colori. E’, in fondo, un tentativo di comprendere ciò che non è apprensibile dai sensi o da ragionamento: quando abbia avuto inizio l’Ordine dal Caos, nel Primo Atto Creatore, dilemma metafisico su cui l’artista insiste attraverso l’espressione pittorica, come suggeriscono anche i titoli delle sue opere: “God is God”, “God is before all Forms” , “Voluntatem Dei” …

Doriam Battaglia con la curatrice Carla Tocchetti. Foto Franco Cavalleri Comunicazione

A chi guarda non resta che meravigliarsi sulla natura di quel farsi pittura pura, attivata dall’Anima, in un gesto che riconosciamo come anti-spontaneo: un vero e proprio magnetismo ci impone di indugiare e dedicare all’opera di Battaglia un tempo lunghissimo di osservazione, quasi al limite della contemplazione.

 “La pittura di Doriam non può essere considerata nè figurativa nè astratta,” ha commentato molto bene un’ospite che ha visitato la recente mostra nello studio di Battaglia a Como. “La prima tende a rappresentare il reale o l’immaginario, quella astratta l’assoluto. La sua, invece, si direbbe “pre-formale”, in quanto riflette l’incarnazione dell’assoluto nel reale.  Una pittura dai tratti mistici, dove il gesto chiede grandi spazi: chiede la ripetizione di sé stesso, mai uguale ma sempre imprescindibile, per creare ogni volta un’opera inedita.

Per visionare il bando del progetto “Bellezza Fragile” https://www.segretaisola.it/bellezza-fragile-bando-di-partecipazione/

Carla Tocchetti

tratto da:

DORIAM BATTAGLIA, AFTER LOCKDOWN TIME, opere realizzate durante il lockdown, personale di pittura presso l’atelier di Como, Via Palestro 13, sabato 3 ottobre 2020, orario: 16-20

Vi aspetto con piacere sabato dalle 16 nel mio nuovo atelier per mostrarvi i lavori realizzati durante il lockdown e per un brindisi di benvenuto.A causa dell’emergenza Covid è necessario prenotare la partecipazione indicando anche gli eventuali accompagnatori. Apresto.

per prenotazioni: doriam.batt@gmail.com

TESTO DI DORIAM BATTAGLIA

TESTO DI CARLA TOCCHETTI:

Doriam Battaglia BATT: biografia e immagini di alcune opere recenti

Formazione artistica
Tra i maggiori esponenti di quel particolare filone creativo sviluppatosi
all’inizio degli anni ’90 in ambito comasco presso l’Associazione culturale
Giosuè Carducci durante il corso di cultura artistica tenuto dai professori
Giuliano Collina, Angelo Tenchio e dallo scultore Massimo Clerici, corso che
si distinse per una ricerca iconica e oggettuale che tendeva a scardinare i
codici linguistici precostituiti dell’arte classica. La sua opera si pone al confine
tra varie forme espressive, attraverso la sperimentazione di linguaggi diversi
e l’abbandono dell’oggetto pittorico in sé, per indagare , con l’arte, l’universo
della visione e della percezione, prima della comparsa della forma, andando
oltre l’intenzione di chi agisce .
Biografia
Sono nato a Berbenno di Valtellina (SO) il 19 Febbraio 1949 e attualmente
vivo e lavoro in Como.
Negli anni ’70 ho frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera (Scuola libera
del nudo) e la Fondazione Castellini, scuola di Arti e Mestieri di Como.
Mi sono laureato in Architettura nell’anno 1975 presso il Politecnico di Milano.
Nell’anno accademico 1972/73 ho frequentato l’Università IUAV di Venezia
facoltà di Architettura e nell’anno 1981 ho frequentato la Scuola
Internazionale di Grafica di Venezia, Corso di Litografia.
All’inizio degli anni ’90 ho fatto esperienza di calcografia presso lo studio
milanese dell’incisore TOGO (Enzo Migneco) e nel medesimo periodo
(1992/1994) ho frequentato un corso di incisione presso l’Associazione
Giosuè Carducci di Como con il Prof. Angelo Tenchio, un laboratorio di
disegno e pittura con il Prof. Giuliano Collina ed uno di modellato con lo
scultore comasco Massimo Clerici.
Negli anni 1998/99 ho seguito un laboratorio con il maestro ceramista Walter
Castelnuovo, esperto in tecniche Raku. Nell’ anno accademico 1999/2000 ha
conseguito la specializzazione post laurea in Bio-architettura presso
l’Università degli Studi di Firenze.
Nell’anno 2002 ho frequentato un corso di scultura per la pietra Ardesia
(Lavagna) presso le Cave di Molino di Triora in Val Argentina, Taggia (IM).
Dall’inizio degli anni ’90 tengo corsi di disegno e pittura presso il mio
laboratorio in Como.
Dal 2014 sono vicepresidente della storica Associazione Cultura e Arte di
Como.
Dal 2017 sono Presidente dell’Associazione culturale SEGRETA ISOLA.

Dal 2015 dirigo i laboratori di disegno e pittura presso il Centro Diurno in
Como (S-coinvolgimenti sociali, Rete degli Enti per la grave marginalità di
Como).
A partire dall’anno accademico 2015/16, ho ricevuto l’incarico per il Corso
serale di pittura presso l’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” IED di Como,
incarico che ancora svolgo.

Mostre personali
1996 – Mostra personale presso lo studio del pittore comasco Renzo Greco.
1996 – Partecipazione alla Mostra di Arte Contemporanea ETRURIARTE 7 a
Venturina (LI) – Stand personale all’interno della mostra collettiva.
1996 – Mostra personale “Immagini del nostro tempo” presso centro
commerciale Como Alta (Como).
1996 – Mostra personale presso lo studio TREND di Como.
2011 Aprile – Mostra personale di opere grafo pittoriche “Les fleurs du mal”
presso lo spazio espositivo Polvaratrentuno di Lecco (LC).
2011 Novembre – Mostra personale “Nulla è profondo quanto la superficie”
con il patrocinio dell’Amministrazione del Comune di Proserpio (CO).
2011 Dicembre – Mostra personale “Nihil est in intellectu quod prius non fuerit
in sensum” presso la Villa del Castello Visconteo di Trezzo sull’Adda. Con il
patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Trezzo sull’Adda (MI).
2012 Gennaio – Mostra personale “Solo l’Arte può salvare il mondo” presso lo
spazio espositivo GAV di Milano.
2012 Marzo – Mostra personale “Ottoottave” presso Centro Fiera di Osnago
(LC).
2012 Aprile – Mostra bi-personale “Earth first!” con l’artista Enrico Thanoffer
presso lo Spazio Arte Ciquadro di Turate (CO).
2013 Giugno – Mostra bi-personale “Il Corpo e la Natura” con l’artista Flavia
Noseda presso lo spazio espositivo La Pila di Camnago Volta (CO).
Presentazione a cura dell’artista Franco Russolillo.
2014 Aprile – Mostra bi-personale ARTE ACCESSIBILE con l’artista Elena
Borghi, presso lo Spazio espositivo temporaneo Botta/Legrenzi di via V.
Emanuele in Como (CO).
2014 Giugno – Luglio Mostra personale “FREQUENZE 140621/0712” presso
Spazio Natta del Comune di Como con il patrocinio del Comune Como
Assessorato alla Cultura – Presentazione a cura del Presidente dell’Ordine
degli Architetti di Como, Arch. Angelo Monti – Conferenza “Spazio, Tempo e
Musica” a cura del Prof. Paolo Ferrario e dell’Arch. Angelo Monti.
2014 – Mostra
“IMMANENZA E SOGNO” presso la Galleria degli Artisti Milano (MI).
2014 Settembre – Piano Libero – Partecipazione alla Mostra dell’artista
Roberto Biondi con il ciclo di opere “IMMANANZE”.

2015 Marzo – Bipersonale “CONCETTI SPAZIALI” con lo scultore Roberto
Biondi presso la Galleria Statuto13 di Milano, presentazione a cura di
Massimiliano Bisazza, testo critico di Roberto Borghi.
2015 – Esposizione dell’opera “Sette fotogrammi di danza sull’orlo del
baratro” presso l’Academia di Belle Arti A. Galli IED di Como.
2016 – Mostra personale “CHLOROPHYLL” presso lo spazio espositivo di
AES Domicilio – Erba (CO) a cura e presentazione del critico d’arte Roberto
Borghi.
2016 – Mostra personale “GRAFFITI” presso Spazio esposiivo Perini – Salò
(BS).
2016 Ottobre – Esposizione dell’opera “Furto d’amore” presso l’Accademia di
Belle Arti “Aldo Galli” IED di Como (CO).
2016 Ottobre – Mostra personale presso sede di Lecco della Cooperativa
sociale Onlus AES Domicilio dal titolo “Living matter”
2017 Gennaio/Febbraio – Mostra personale presso Cafe Hegelhof – Wien
(Austia).
2017 Febbraio – Ospedale Sant’Anna, San Fermo della Battaglia (CO) –
Esposizione personale permanente presso la sala d’attesa di Neurochirurgia
e Neurologia.
2018 Maggio – Mostra personale “Percezioni” presso Centro Cardinal Ferrari
di Como – Con il patrocinio del Circolo Cultura e Arte di Como (CO).
2018 Luglio – Mostra personale “Eternità, realtà, apparenza” presso Spazio
espositivo AES Domicilio Como (CO).
2018 Ottobre – Mostra personale “CONSUSTANZIAZIONE” presso lo spazio
espositivo de“Il Corniciaio” di via Milano – Como (CO).
2018 Novembre – Mostra personale “I nomi e le forme sono gusci vuoti”
presso Galleria IL SALOTTO via Carloni 5/c – Como (CO) – Presentazione a
cura di Michele Caldarelli.
2019 Ottobre – Mostra personale “CON-SUSTANZIA” presso spazio
espositivo STARLAB Cantù (CO) – Presentazione a cura del critico d’arte
Massimiliano Porro.
2019 Ottobre – Mostra personale “FONS SACER” presso spazio espositivo
AQUILEGIA Eupilio (CO) – Presentazione a cura del critico d’arte Alberto
Gerosa – Patrocinio del Comune di Longone al Segrino (CO).

Mostre collettive
1997 – Partecipazione alla Rassegna Internazionale di Pittura e Scultura
“Bice Bugatti”
2003 – Partecipazione all’ottavo stage di scultura “ORO NERO” in valle
Argentina (IM) ed alla mostra delle opere realizzate presso il Teatro Ariston di
Sanremo (IM).
2012 Dicembre – Mostra collettiva Musica, danza e superficie presso spazio
espositivo Tballet Scool of dance sede di Como (CO)

2013 Aprile – Mostra collettiva “Segni” (Idea, creatività, segno e disegno)
presso la Camera di Commercio di Como (CO).
2013 Maggio – Mostra collettiva “Storie incrociate” Spazio Ottagono con il
patrocinio delle Assessorato alla Cultura del Comune di Fino Mornasco (CO).
2014 – Spazio (In)visibile Cagliari – Prima tappa della mostra itinerante
SWAP “Il ritratto come dono” partecipazione alla Mostra personale/collettiva
di Francesco Amadori a cura di Efisio Carbone.
2014 – Mostra collettiva IMMANENZA E SOGNO presso la Galleria degli
Artisti Milano (MI).
2014 Didembre – Mostra collettiva “CLASSICO/CONTEMPORANEO” presso
HMS Meeting Point Como (CO).
2015 Maggio/Ottobre – Open Artelier – Explore the arttelier of artists in Como
(CO).
2015- Mostra collettiva presso il Teatro Ringhiera di Milano a cura di Roberto
Borghi.
2015 – Mostra collettiva “FREE ENTRY” presso spazio espositivo BNL
Paribas Como (CO).
2015 – Mostra collettiva “NUTRI.MENTI” presso spazio comunale San Pietro
in Atrio con il patrocinio del Comune di Como (CO).
2016 23 Ottobre – Partecipazione a ScompArti – Moduli di Arti
Contemporanee – Lariofiere Erba (CO).
2016 Novembre – Mostra “GROWING” presso M Contemporary Art Gallery di
Reggio Emilia.
2016 Dicembre – Mostra “anARTomy” presso M Contemporary Art Gallery di
Reggio Emilia.
Ottobre 2016/Gennaio 2017 – Rassegna-Concorso “ENERGIA DEL
COLORE” e Mostra collettiva presso Ospedale Sant’Anna Como, BNL
Gruppo BNP Paribas e Ufficio Provinciale del Turismo di Como, con la
partecipazione della Fondazione Telethon. Opera vincitrice.
2017 Febbraio – Mostra collettiva presso Villa Imbonati – Comune di San
Fermo e Protezione Civile, con vendita delle opere per fini benefici.
2017 Giugno – Esposizione collettiva presso il Duomo di Como. Centro
Diurno Como (CO).
2017 Giugno – Mostra “Segreta isola” presso Villa Mainona – Tremezzo
(CO).
2018 Maggio – Mostra collettiva “Percezioni” presso Centro Cardinal Ferrari
di Como – Circolo Cultura e Arte di Como.
2017 Luglio – Mostra collettiva “L’armadio di Satie” presso The Art Company
Como – Curatore critico d’arte Robero Borghi.
2017/18 – Rassegnati pittura “Turismo lariano” presso BNL Paribas piazza
Cavour – Como e Ospedale Sant’Anna – Comune di San Fermo (CO) –
Curata da Circolo Cultura e Arte di Como.
2018 Luglio – Mostra collettiva “Effetto notte” presso The Art Company.
Curatore critico d’arte Robero Borghi.

2018 Settembre – Mostra collettiva opere estemporanea “Segreta isola”
presso Villa Mainona – Tremezzo (CO).
2018 Settembre – Mostra collettiva “Ragione e sentimento” Segreta isola
presso Villa Leoni – Ossuccio (CO).
2019 Gennaio – Mostra collettiva “Ragione e sentimento” presso Palazzo
Terragni (Ex Casa del Fascio) Como (CO) – Associazione Culturale
SEGRETAISOLA.
2019 Febbraio – Mostra collettiva “Il colore che cura” presso Ospedale
Sant’Anna San Fermo (CO). Presentazione a cura dell’artista Angiola
Tremonti.
Opere esposte in permanenza presso le seguenti Gallerie d’Arte:

  • Galleria d’Arte “Il Salotto” di Michele Caldarelli – Via Carloni Como (CO)
    Italy.
  • Galleria d’Arte “Atena” di Massimo Costa – Lungo Lario Trieste 42 Como
    (CO) Italy
  • Galleria Arte Mirabilia – Via Plauto 1/A Reggio Emilia Italy.

Pubblicazioni

  • Rivista “L’Architettura” Cronache e storia – Gruppo Editoriale Fabbri – N. 2
    Febbraio 1984
  • Casa di Riposo a Como-Camerlata – Ing. Arturo Bosetti e Arch. Enrico
    Mantero
  • ARCHIVIO Mensile di arte Anno VII n. 9 Novembre 1995 – L’incisione
    originale italiana
  • ETRURIARTE 7° mostra mercato di arte contemporanea – Concorso
    internazionale di pittura e scultura – Lalli Editore – Venturina (LI) anno 1996
  • Settimanale illustrato “Il caffè” dei laghi Sabato 29 Giugno 1996 n. 26
  • Arte contemporanea – Imitazione “al quadrato” nelle serigrafie di Doriam
    Battaglia
  • Comune di Nova Milanese – Fondazione A. Durini – Libera Accademia di
    Pittura –
    XXIV Rassegna internazionale di Pittura e Scrittura “Bice Bugatti” anno 1997.
  • Rivista Edilizia Popolare n. 254, anno 1998 – Comune di Bergamo
    Consorzio E.R.P. – Concorso nazionale d’idee per la realizzazione di nuovi
    interventi residenziali nella corona urbana di Bergamo.
  • Catalogo ORO NERO in Valle Argentina Stage 2001 Provincia di Imperia
    Comune di Molina di Triora Nuovi orizzonti, sperimentazione Ardesia.
  • Mag Il magazine de La Provincia n. 30 Maggio 2011
    “I miracoli della speranza” Santuario di Maccio Villa Guardia (CO)
  • Mag Il magazine de La Provincia n. 36 Dicembre 2011
    Tendenze “A casa di Alice” opera “Furto d’amore” 1995.
  • Catalogo Asta Artisti Emergenti 2011 (opera n. 19 e opera n. 20)
  • Nuova Arte “Rassegma di artisti e partecipanti al premio Arte 2011”
    Editoriale Giorgio Mondadori
  • Casa d’aste Arte Media – Arte Moderna e Contemporane
  • Trasmissione televisiva Canale SKY 923 dedicate all’Asta Artisti Emergenti.
    Palinsesto per il mese di Agosto 2011.
  • Premio Arte 2013 – Editoriale Giorgio Mondadori – opera semifinalista “Milk”
    pubblicata sul mensile di Novembre 2013.
  • Quotidiano “La Provincia” rubrica Tutto Como, Concorso di pittura “IL cibo e
    le sue emozioni” bandito da La Pila Eventi.
  • Quotidiano “La Provincia” di domenica 2 marzo 2014 – Concorso e mostra
    di pittura “Il cibo e le sue emozioni”.
  • Catalogo Mostra collettiva CLASSICO/CONTEMPORANEO presso HMS
    Como.
  • Catalogo mostra FREQUENZE 140621/0712 presso Spazio Natta Como
    con il patrocinio del Comune di Como Assessorato alla Cultura
  • Catalogo 14° Premio Nazionale d’Arte Città di Novara – 2014
  • Il Corriere di Novara – 14° Premio Nazionale Città di Novara – 2014
  • Catalogo Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13 Milano Mostra
    CONCETTI SPAZIALI – 2015
  • La Provincia – Lunedì 15 Febbraio 2016 – “Arte a parte” Corso di pittura
    presso Chiostrino Artificio
  • La Provincia – Lunedì 22 Febbraio 2016 – “Dalla strada ai pennelli. L’Arte
    degli “invisibili” che regala emozioni.
  • 2016 Dicembre – Catalogo della Mostra anARTomy – M Contemporary Art
    Gallery – Reggio Emila..
  • Catalogo WORKS 2017/18 Doriam Battaglia ISBN 979-12-200-4292-5 Testo
    introduttivo di Michele Caldarelli.
  • Catalogo mostra collettiva “Amore e Psiche” 2019 – Associazione Culturale
    SEGRETAISOLA – In copertina opera di Doriam Battaglia “Lacus vitae” foto di
    Carlo Pozzoni.
  • Catalogo mostra collettiva “Bauhaus cento anni dopo” 2019 – Associazione
    Culturale SEGRETAISOLA – In copertina opera di Doriam Battaglia “Volontà
    di vivere” foto di Carlo Pozzoni.

Percorso artistico
E’ estremamente difficile esprimere in poche parole il percorso, gli obbiettivi e
i termini di creazione e produzione che motivano e sostengono il mio lavoro.
Riporterò qui di seguito due brevi testi recenti, uno di Carla Tocchetti, mia
curatrice, ed uno mio, nelle speranza che possano chiarire almeno in parte i
presupposti della mia opera.
Per alcuni artisti, particolarmente proiettati verso l’introspezione, i mesi del
lockdown sono stati inaspettatamente fruttuosi. Il coincidere della solitudine

con lo spegnersi del rumore di fondo, coniugato con una sorta di purezza
dalle contaminazioni sociali e di intima espansione della propria
consapevolezza, sono state condizioni perfette per esprimersi con
accresciuta intensità. Di questo ci parla Doriam Battaglia, e delle opere
prodotte presso il suo studio di Como durante l’isolamento. Pronte per essere
apprezzate in imminenti visite in studio, sono in particolare alcune nuove tele
di dimensioni monumentali (8 mq. di sviluppo). Battaglia predilige i grandi
formati perché coinvolgono maggiormente l’osservatore che in questo modo
“non riesce a dominare l’opera con un solo sguardo, ma è da essa dominato,
ricordandogli la piccolezza del nostro essere rispetto all’Universo”.
Nello studio di Battaglia presenza irrinunciabile è la Musica, musa ispiratrice
della sua pittura gestuale: sinfonica, operistica, per pianoforte, sperimentale,
presente sin dalla prima decisione sul formato dell’opera perché “il rapporto
frazionario tra l’altezza e la base é qualcosa di assoluto come nelle scale
musicali”. Dinanzi alla tela posta verticalmente, in un corpo a corpo che dà
alla luce un’armonia di colori, è attraverso la Musica che la gestualità,
sostenuta da nervi tendini e muscoli, si affina in una danza. Distanziandosi
dal gesto di Pollock, che lasciava percolare la vernice sulla tela distesa sul
pavimento, Doriam espande l’istante della creazione perfezionando il
particolarissimo “throwing” prodotto simbioticamente al ritmo della musica,
attraverso pazienti passaggi di velatura e sovrapposizioni che esaltano la
tridimensionalità materica del colore – dando “profondità all’opera e fornendo
l’illusione di una terza e quarta dimensione non prospettica e a-temporale”.
Casualità e controllo nella nascita dell’opera risultano coerenti con l’essenza
stessa della vita, di cui sono narrazione, perché, sottolinea l’Artista,
raccontando la genesi filosofica del suo operare “…nell’opera d’arte la
casualità e le volontà dovrebbero miscelarsi in giusta misura per dare origine
a qualcosa che sfugga anche dalla volontà di chi la crea. Tutto ha senso ma
se lo cerchi ti sfuggirà.”
Molto affascinante la descrizione di Battaglia del suo processo creativo. “La
tela è il campo su cui avviene la registrazione di una gestualità, quasi una
danza di fronte al supporto. Ogni gesto è una proiezione che parte dalla
rotazione della spalla per poi trasmettersi al gomito ed al polso ed infine al
pennello che proietta con forza il fluido dello smalto verso il supporto. Oltre
alla tela anche la parete riceve in parte il colore trasformandosi a sua volta in
un opera d’arte totalmente inconsapevole. La vernice, superando in parte le
forze gravitazionali, viaggia nell’etere con una parabola che unisce il gesto
alla tela schiantandosi violentemente su di essa. In un secondo momento
intervengo sulle macchie e striature lasciate dal colore con spatole e pennelli
per trasformare alcune delle gocce anonime in segni significativi. Questa
operazione viene ripetuta per centinaia, e a volte migliaia, di volte, inserendo,
tra i vari passaggi, le velature ottenute con la pistola a spruzzo o con il colore
molto diluito steso a pennello. Il conflitto che si genera tra le forze (leggi) della

gravità che tende a far precipitare la vernice a terra e quella della meccanica
generata dal gioco di leve (braccio, pennello) genera la parte casuale del
segno che poi viene corretto dalla volontà di fornirli un significato ben preciso.
Il gesto è sempre il medesimo ripetuto infinite volte, ciò che cambia, e non si
ripete mai uguale a se stesso, sono i colori ed il rapporto tra di essi.”
Carla Tocchetti Curatrice

CONSUSTANZIALITA’
E’ molto difficile riuscire ad esprimere un concetto quando mancano le parole
per descriverlo. Siccome non si può elaborare un pensiero senza una parola
che gli corrisponda, in mancanza di meglio userò la parola “consustanziale”
ovvero l’identità di sostanza e natura di più enti apparentemente separati tra
di loro. Sarebbe necessario creare un termine originale per esprime
pienamente un nuovo concetto che fino ad ora non è apparso alla mente.
Mutuerò pertanto il termine “consustanzialità o consustanziazione” dal gergo
del Cristianesimo, nel quale appare con un significato simile che definisce la
sostanziale identità di sostanza e di natura del Padre con il Figlio. Qui invece
il concetto vuole riferirsi alla sostanziale identità di sostanza e di natura di
ogni cosa posta in essere. In filosofia, religione, letteratura, arte e scienza si
nominano molto spesso il corpo, l’anima, lo spirito, la vita, la materia e
l’energia come se tutti questi termini si riferissero a cose o entità differenti
separate tra loro, come se ci fosse una reale disgiunzione tra di esse. Con il
termine “consustanziale” voglio qui rifarmi alla imprescindibile unità di tutte le
cose, La parola “unità” può ancora trarre in inganno perché parrebbe
presupporre una precedente separazione che mai è stata data. Ogni cosa é
Tutto e Tutto é in ogni cosa. Non ha alcun senso separare la Vita dalla
Materia e questa dall’Energia e dalla Coscienza. Lo Spirito non é
contrapposto al corpo, é la medesima sostanza. Anche nella mia opera
pittorica non é possibile separare l’aspetto materico da quello spirituale o
animico. Tutto é Uno e l’Uno é in Tutto. Per la Mente é difficile, se non
impossibile, immaginare e comprendere a pieno i concetti di infinito, di eterno
e anche quello di consustanzialità. Siamo stati educati sin dall’infanzia a
vedere il mondo come duale (giusto e sbagliato, buono e cattivo, alto e
basso, ecc.), come un insieme di oggetti inseriti in uno spazio e in un tempo
finiti (l’orizzonte dell’apparire). Per comprendere il Mondo abbiamo bisogno
di frammentarlo in tanti pezzi elementari della dimensione che possano
entrare nella nostra testa. Ma questa é unicamente un’operazione mentale
che non corrisponde a nulla di reale. Questo modo di pensare porta a creare
un’etica cogente alla quale dobbiamo sottoporci. L’Universo in sé non ha
alcun principio etico, non c’é nulla che possa essere definito in assoluto come
Bene o come Male. L’unica cosa che conta nell’Universo é il “rivelarsi” della
Coscienza. Tutto ciò che va in quella direzione può essere visto come Bene,

ciò che vi si oppone é Male. La Vita non é qualcosa che venga alitato
dall’esterno nella Materia, ma é consustanziale ad essa. L’Universo tutto si
“organizza” intrinsecamente per creare le condizioni che favoriscono lo
sviluppo della Vita e della Coscienza, ma non esiste alcun “progetto”, tale
proprietà é una caratteristica propria dell’Essere.

Doriam Battaglia

Nota
Un breve nota per quanto riguarda le immagini. Premesso che nessuna
immagine potrà mai eguagliare l’intensità emotiva data dalla vista dell’opera
originale, restituirne la profondità e le vibrazioni del colore. Una foto
rappresenta sempre un opera senza “anima”. Ne caso specifico trattandosi
quasi sempre di opere di grande formato, l’immagine diviene poco
significante perché in essa si perdono tutti i dettagli fondamentali per la sua
percezione e comprensione. Per giudicare meglio il mio lavoro é necessario
zoomare le immagini per cercare di coglierne le stratificazioni che creano la
terza e quarta dimensione.

“Il dialogo con la natura rimane per l’artista una conditio sine qua non. L’artista è uomo, è lui stesso natura, parte di natura nell’area di natura”, Paul KLEE, in Hadot Pierre, ESERCIZI SPIRITUALI E FILOSOFIA ANTICA (1998), Einaudi, 2002

Aspecismo e liberazione animale, di Doriam Battaglia, Como, 1 aprile 2020

 

In questi giorni di vita sospesa, si ha il tempo per pensare e ripensarsi in una visione nuova del nostro stare al mondo, forse utopica, ma necessaria se si vuole uscire in piedi da questa spaventosa emergenza.

Tutti i problemi che dobbiamo affrontare, anche se non è facile comprenderlo, derivano dall’impiego massiccio di prodotti di origine animale, che ancora oggi, in modo assolutamente anacronistico, sono utilizzati per lo sviluppo della nostra economia.

Per questo articolo ho coniato il termine aspecismo, che trovo più corretto di antispecismo, generalmente utilizzato. Infatti, mentre quest’ultimo ha una connotazione negativa, con il prefisso “anti” che richiama un senso di opposizione senza negare la valenza del termine stesso, la “a” privativa, invece, dichiara subito il non specismo, negando il termine che la segue.

L’aspecismo, quindi, si pone al di sopra del concetto, per me superato, di specie.

Delle tre ragioni principali che supportano l’aspecismo – quella etica-filosofica, quella ecologica-economica e quella nutrizionista-salutista – voglio qui affrontare unicamente il primo aspetto, rimandando la trattazione degli altri a prossime occasioni.

  1. CONSIDERAZIONI ETICHE-FILOSOFICHE.

1.1. La liberazione animale.

Tutte le persone comprendono il significato di queste due parole, liberazione e animale, ma pochi ne interiorizzano il reale valore. Perché, se così fosse, metterebbero subito in atto comportamenti concreti.

Oggi non c’è più nessuno che si definisca razzista o sessista, ma lo stesso non si può dire per lo specismo: nella nostra cultura non si è ancora radicato il concetto di parità tra tutte le specie viventi.

Eppure, razzismo, sessismo e specismo sottendono la stessa fallacia, ovvero lo stesso falso ragionamento.

Vi è una diffusa quanto infondata convinzione che, tra tutte le specie viventi, quelle animali siano superiori a quelle vegetali. E, allo stesso ingiustificato modo, vi è il pregiudizio che tra le specie animali, quella umana sia superiore.

Perché? Chi lo dice e sulla base di quali criteri?

E’ facile rispondere: lo dicono – guarda caso – solo gli esseri umani e sulla base di criteri che possono essere soddisfatti unicamente dagli stessi umani.

Ovvero, non si è mai sentito che un gatto o un cavallo, o una balena o un’aquila dicessero, o facessero intendere, che la specie umana è superiore. E nemmeno è scritto quale verità assoluta che essere su due piedi sia meglio – nel senso di superiore – che su quattro zampe o su due ali.

Allora, da dove deriva tale senso di superiorità nell’uomo?

Anche qui è facile rispondere: dal semplice fatto che l’uomo è in grado, più o meno, di sottomettere le altre specie animali.

In altri termini, si fa passare la violenza, il sopruso e la coercizione per qualità non solo distintive della specie umana, ma anche distintive di una presunta superiorità di specie.

Cioè, viene riproposto lo stesso ragionamento che è alla base del colonialismo (ricordiamoci, ad esempio, dei conquistadores spagnoli che sterminarono il popolo Maya), della schiavitù (la presunta superiorità della razza bianca su quella negra) e della Shoah (la presunta superiorità degli ariani sugli ebrei).

In tutti i casi, che si tratti di specie su specie o razza su razza – superiorità umana su altri animali, superiorità spagnoli su Maya, superiorità bianchi su negri, superiorità ariani su ebrei –la violenza, l’interesse personalistico e quello economico vengono occultati sotto un pseudo-ragionamento, volto a giustificare il sopruso.

Eppure, il concetto di uguaglianza (intesa come pari dignità) nella diversità di razza o specie è un concetto molto antico, già espresso da San Francesco, con tutto l’amore di cui era capace, quando parlava ai fratelli animali. L’affermazione più poetica mai pronunciata dei diritti di tutti i viventi.

E’ importante parlarne e discuterne, ma se ci fermiamo qui le cose non cambieranno mai.

Chi veramente crede nella dignità di ogni essere vivente deve anche agire in concreto per cambiare le cose, riducendo, o meglio ancora azzerando, il consumo di prodotti di origine animale.

Ogni modificazione nel nostro comportamento, se pur piccola, si somma a quelle altrui, generando grandi cambiamenti nel nostro modo di vivere e di concepire la società. Oggi più che mai questa è una rivoluzione necessaria per salvare la Vita, il pianeta e noi stessi.

La nostra società è profondamente sofferente, sempre più insostenibile, eticamente aberrante.

Quando si parla di vincere la causa della liberazione animale, si intende proprio questo: lottare per adottare tutti quei comportamenti che trasformino il nostro modo di vivere.

Non bisogna perdere tempo perché ogni secondo vengono trucidati migliaia di animali nel mondo, in nome di un’economia malata.

In fondo è tutto molto semplice, non sono richiesti grandi sacrifici o azioni eclatanti: è sufficiente modificare il nostro modello di consumo.

Se tutti smettiamo di utilizzare prodotti animali, l’economia cambierà in brevissimo tempo, si svuoteranno progressivamente gli allevamenti, sino alla totale chiusura, e le colture di cereali e legumi, destinate ora all’alimentazione animale, si convertiranno per l’alimentazione umana.

Se falliremo questa battaglia sarà perché non ci avremo creduto sino in fondo e il risultato sarà la distruzione dell’ecosistema e l’estinzione dei sapiens.

Chi in coscienza ha compreso il problema, ma non agisce prontamente, giustifica e avvalla con il suo comportamento la situazione attuale e il suo inevitabile epilogo.

Ognuno di noi è responsabile delle morti e delle sofferenze che continuano a perpetrarsi negli allevamenti, nei macelli e nei laboratori delle case farmaceutiche e cosmetiche.

Tutti i problemi attuali dell’umanità derivano, senza eccezione, dall’impiego di prodotti di origine animale. Possibile che sia così difficile capirlo! Le alternative esistono da moltissimo tempo, non abbiamo più alcuna scusa.

Gli animali non umani non hanno la possibilità di fare una rivoluzione e liberarsi da soli.

L’uomo per mezzo delle sue capacità intellettuali ha sviluppato un grande potere. La potenza umana, amplificata a dismisura dalla scienza e dalla tecnica, ha portato l’uomo a dominare il mondo. Un tale potere ha contemporaneamente e inevitabilmente generato grandi responsabilità, prima fra tutte quella della salvaguardia dell’intero pianeta e delle sue specie viventi.

Invece, questo potere gli è sfuggito di mano e l’animale uomo è passato da essere preda a predatore.

Ora, per salvarci, dobbiamo riaffermare i diritti di tutti gli esseri viventi.

1.2. Considerazioni sulla violenza.

I soprusi contro gli animali sono legittimati dallo Stato e dalle nostre leggi; tranne rari casi, gli altri animali, così come le piante, non hanno alcun diritto. E’ la violenza del più forte, del sopraffattore.

La scienza e la tecnologia hanno dato all’uomo un potere sterminato che egli sta usando senza scrupoli contro la natura e gli altri animali. Il processo di reificazione messo in atto gli consente di guardare all’animale come a un oggetto privo di sentimenti, emozioni e incapace di provare dolore. E’ il medesimo meccanismo impiegato dal nazismo nei campi di concentramento.

Vorrei qui soffermarmi un attimo sul concetto di violenza, perché è fondamentale chiarire per capire ogni comportamento che vuole essere etico.

Esistono due tipi di violenza: la violenza necessaria e la violenza gratuita.

Una parte degli esseri viventi di questo pianeta riesce a vivere solo parassitando altre forme di vita. Le piante sono gli unici esseri viventi che non necessitano dello sfruttamento di altre forme di vita per sostenere la propria. Le piante sono autotrofe, cioè producono da sé il proprio nutrimento traendolo dal mondo minerale con l’energia solare, a differenza degli animali che, essendo eterotrofi, necessitano di nutrirsi attraverso altre forme di vita.

Gli animali erbivori si nutrono di vegetali, i carnivori si cibano di erbivori.

L’uomo onnivoro sfrutta sia le piante che gli animali e i loro prodotti, per il proprio sostentamento.

Ci sono anche animali che, pur non essendo autotrofi, si procurano il proprio nutrimento a base di foglie, frutti e semi delle piante, senza quindi usare violenza nei confronti di altre forme di vita.

Anche una piccola parte dell’umanità ha fatto una scelta analoga, i fruttariani, cibandosi esclusivamente di semi e frutti, intesi come tutti i frutti delle piante, anche delle verdure (ad esempio, i pomodori).

Questa è la forma più elevata del veganismo perché rispetta anche la vita del mondo vegetale.

Se per l’umanità fosse inevitabile cibarsi di prodotti animali, non ci sarebbe nulla da dire, ma non è così.

L’umanità, come ampiamente dimostrato dagli studi igienisti, medici, biochimici e fisiologici, può nutrirsi esclusivamente di vegetali; pertanto, l’utilizzo di ogni altro cibo si configura come una violenza immotivata, inutile e dannosa, non solo per gli altri animali, ma anche per sé e per tutto l’ecosistema.

E questo è tanto più vero oggi che ci stiamo avvicinando alla cifra di otto miliardi di persone.

La violenza del leone che preda la gazzella è un tipo di violenza necessaria. Se l’uomo fa altrettanto compie una violenza volontaria, perché non indispensabile.

1.3. Considerazioni sulla Coscienza.

E’ convinzione comune che la Coscienza venga a formarsi nel corpo umano a partire da una certa età (3-5 anni). Ma forse dovremmo ribaltare le cose. E’ il corpo che prende forma nella Coscienza e non l’inverso. Non c’è lo spazio qui per dissertare su questo argomento troppo complesso, ma si rimanda la trattazione ai numerosi scritti specifici.

Quando parliamo di Coscienza ci riferiamo a una forma individuale di essa. Pensiamo che ognuno di noi abbia la propria e che essa possa essere sviluppata individualmente e autonomamente.

Personalmente non credo sia così. Ogni singola Coscienza non è che la sfaccettatura del diamante che rappresenta la Coscienza collettiva, universale; ogni faccia riflette la luce in modo differente, facendo comunque parte del medesimo Sé.

Per noi uomini la vita umana ha un valore immensamente superiore a ogni altra forma di vita, ma questa non è una verità assoluta e incontrovertibile, è solo una verità relativa, riferita al punto di vista antropocentrico.

Nella realtà tutto è unito e nessuna parte ha un valore superiore alle altre.

Io credo che la Coscienza universale non comprenda unicamente l’umanità ma inglobi anche tutto il mondo senziente, animale e vegetale.

Tutto è UNO ed eterno, tutto ha la medesima dignità. Materia, spirito, pensiero, energia, vita sono consustanziali, inseparabili; nessuna di esse può esistere senza le altre perché sono in realtà una cosa sola.

In una visione aspecista del mondo è necessario ripensare anche alla ripartizione della Terra. Gli esseri umani non possono occupare con le loro attività l’intero pianeta, ma bisogna suddividere il territorio in zone, alcune delle quali saranno occupate dai sapiens e dalle loro attività, mentre altre dagli animali non umani. Queste grandi riserve verdi, ove gli altri animali potranno vivere completamente liberi, avranno anche la funzione di “polmoni” del pianeta. Qui non si svolgerà alcuna attività umana e tutto sarà lasciato alla completa manifestazione della Natura. Non ci saranno disboscamenti, coltivazioni, estrazioni minerarie, nulla di nulla; saranno territori tornati totalmente vergini.

Si instaurerà un nuovo rapporto tra l’uomo e gli altri animali, un rapporto di reciprocità sul medesimo piano, fatto di pura contemplazione passiva.

Oggi la società umana rappresenta per gli altri animali un vero inferno.

Possiamo paragonare la nostra società a un grande edificio, retto da una struttura fortemente gerarchica, nelle cui cantine sono collocati i mattatoi che alimentano l’intero complesso e che ha per copertura le cupole delle cattedrali e dei templi.

Questa struttura di dominio ha profonde radici culturali nelle tradizioni di tutto il mondo. E’ necessario estirparla attraverso un epocale cambiamento dei nostri comportamenti. Qualcosa si sta già facendo, ma è ancora troppo poco e ciò che sta accadendo in questi giorni ce lo dimostra.

Doriam Battaglia

Como, 1 aprile 2020

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