Archive by Author | Doriam Battaglia

Work “Amore rubato”

Titolo “Amore rubato”

dim. 150×140 cm.

Tecnica mista su tela, anno 1995

Opera donata all’Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED

esposta nella sede di via F. Petrarca, 9 – Como

Erik’s second room “Musique de tapisserie”

INVITOW170707

Titolo dell’opera: Erik’s second room “Musique de tapisserie” Work 250701

 

Ho conosciuto, qualche anno fa, la musica di Satie per merito dell’amica pianista romana Alessandra Celletti (Satie 1866/Celletti 1966 100 anni giusti li separano), sua grande esecutrice ed interprete. La sua musica mi ha incantato subito al primo ascolto, ho sentito immediatamente una sintonia con le sue composizioni irriverenti nei confronti della tradizione. Quando dipingo ascolto sempre della musica e mi lascio portare da essa verso mondi sconosciuti. La musica che preferisco è quella per pianoforte, sia classica, sia quella dei compositori moderni come Einaudi o Cacciapaglia. Nella mia mostra del 2014 allo Spazio Natta di Como ho trasmesso ininterrottamente, per tutto il periodo di apertura, le composizioni di Roberto Caccipaglia, che mi avevano guidato durante la realizzazione delle opere esposte, per far provare ai visitatori le mie stesse emozioni. Una delle interpretazioni di Alessandra che più mi ha toccato è stata “The lake from korking on Satie”. La grandezza di questo compositore, con il suo temperamento fuori dagli schemi ed il suo atteggiamento dadaista, è quella di essere stato discepolo unicamente di se stesso, di aver abbandonato la tradizione per esplorare nuove strade con intuizioni ardite e forte senso dell’umorismo. Trovo nella musica di Satie una sapiente miscellanea di sentimenti che la rendono contemporaneamente struggente, malinconica, sensuale, ipnotica, fantastica, misteriosa, spirituale, mistica e nel contempo ironica. Ascoltandola attentamente si ha l’impressione di qualcosa che viene da molto lontano, forse da un altro mondo. Apprezzo molto e faccio mio un suo aforisma “Nell’arte non ci deve essere alcuna schiavitù”.

La piccola opera (mi costa molta fatica realizzare piccole opere poiché inibiscono il gesto del braccio) che presento per questa mostra presso The Art Company di Como, vuole rappresentare la misteriosa seconda stanza di Satie con le pareti rivestite della sua musica (“Musique de tapesserie” come egli stesso ironicamente la definiva). Sul fondo di essa si apre un varco verso l’ignoto, l’atro, il mondo dei sogni.

Solitamente contrassegno le mie opere con un timbro che riporta la data (AAMMGG) del giorno in cui è stata completata, in questo caso ho voluto ricordare il giorno in cui Satie ha completato la sua vita.

 

Como, 11 luglio 2017

 

Doriam Battaglia

 

Como, 7 luglio 2017

Doriam Battaglia

Libertà

La libertà dell’uomo si scontra con la barriera inflessibile della Legge dell’Universo.

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Work 170321 – Spring equinox

Work 170321 Spring equinox – Details – 2017

Size: Diptych 95x(104,5+104,5)x2

Technique: synthetic enamels on canvas

 

Per quanto ne sappiamo oggi, il nostro Universo è governato quattro forze/leggi. La loro interazione genera tutti i fenomeni che possiamo osservare e studiare. Molto probabilmente queste quattro forze, un domani, potranno essere riuniti in un unica legge (la Legge di Dio). Tutte le altre leggi sono frutto della creatività umana e pertanto opinabili.

Le quattro forze, dalla più debole alla più forte, sono :

la forza gravitazionale
la forza elettromagnetica
la forza nucleare debole
la forza nucleare forte

L’eternità degli essenti

Se potesse essere o esistere il Nulla, dove sarebbe? Quali sarebbero i suoi confini? Dove potrei dire “sin qui è il Nulla e da qui in avanti è l’essere? La medesima considerazione vale per lo Spazio ed il Tempo. Quando è iniziato lo Spazio-tempo? Cosa c’era prima? L’evidente assurdità di tali quesiti ci mostra inconfutabilmente l’Eternità di ogni essente.

Work in progress

L’apparire e l’apparenza.

DSC_5211 Vivo la  vita come il susseguirsi dell’apparire di momenti dei quali la maggior parte cadono nell’oblio, come accade in una pellicola che il fuoco ha distrutto e della quale restano solo alcuni fotogramma sbiaditi. Dov’è ora quel bambino che fui? Cosa rimane del tempo passato? Sono ancora io quello che vedo nello specchio? Sarò ancora io domani? Cosa lega tra loro tutti questi “io”? Il ricordo o solo il succedersi continuo dei singoli “io” mi da l’apparenza di una vita che mi appartenga? Una cosa mi consola, non sarò “io” a morire, sarà un altro “io” che non posso conoscere e allora perché temere?

Works 170214/2211 – 170214/1020

Works 170214/2211 – 170214/1020 – Oil on paper – 240×264 mm. – 2017/02

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