Work no. 160324

size 95x 104,5 cm – oil on canvas – 2016

Cycle Chlorophyll – (vegetable and natural)

W160324

Work no. 160323

size 95x 104,5 cm – oil on canvas – 2016

Cycle Chlorophyll – (vegetable and natural)

160323

La Terra isolata dal destino

Work no. 160311 – La Terra isolata dal destino – 20×30 cm – Acrilico su tela – 2016

160311 La terra isolata dal destino 3

Work no 160311 La Terra isolata dal destino

Acrylic on canvas – diptych 95x(104,5+104,5) – 2016

160311 La Terra isolata dal destino

Work no. 151023 The geen mile

151023 The geen mile 90x(99+99) oil on canvasDiptych – Oil on canvas – 90x(99+99) – 2015

Work No 160216 Nature has lost color

Work no 160216 Nature has lost color

Size cm 92x92x3 – Oil on table – 2016

160216 Nature has lost color 92x92

WIND

151223 wind 100x220 digital work 1

N lavoro digitale. 151.223 – 100x (110 + 110) cm – dittico

Work n. 151221 Solstizio d’inverno

20151221_203343

Mixed media on paper – 21×29,7 cm – dicembre 2015

MOSTRARE SENZA MOSTRARE

151212 Chlorophyll

 

MOSTRARE SENZA MOSTRARE

 

L’origine dell’Universo, l’inizio della Vita, il suo passato e il suo futuro.

Questi sono i temi che indago nella mia opera recente.

L’ambiente naturale costituisce il mio riferimento costante: alberi, boschi, prati, alghe, germogli, forme organiche in evoluzione. Immagini ambigue tra il vegetale e l’animale, abissi e fossili. Tutte le mie opere recenti hanno un’aurea misteriosa, incerta, antica.

Nel mio lavoro voglio non essere descrittivo, letterale, ma mostrare il soggetto in modo indiretto, suggerendo forme organiche prive di dettagli, costituite di puro colore. Immagini ambigue, dense di suggestioni, ottenute con l’accumulazione di segni, si raccontano attraverso la sola creazione di sensazioni e l’uso di simboli, stimoli all’immaginazione.

La numerazione progressiva a sei cifre, corrispondente alla data in cui l’opera è stata ultimata, è diventata con il tempo una sorta di marchio identificativo che ha sostituito la firma.

Mi interessa molto il rapporto tra la superficie delle opere e la profondità suggerita dalla composizione. Già agli inizi degli anni ’90 ho creato una serie di opere intitolate “Nulla è più profondo della superficie” riprendendo una citazione di Gilles Deleuze: la superficie dei miei quadri mi rappresenta quanto la profondità in essi cercata.

La forma e il colore ricreano il senso di profondità senza ricorrere all’uso della prospettiva.

La tecnica e i materiali scelti per la realizzazione delle mie opere sono sempre connessi al tema che affronto. Un corpo a corpo con la materia del pigmento e degli altri elementi naturali come le sabbie silicee e le argille.

Importante resta il gesto, la “registrazione” fedele del movimento del braccio e della mano che generano il Segno: nessun ritocco alle mie opere; la ritengo una forma di “onestà”.

Utilizzo quasi sempre formati grandi perché l’osservatore “entri” nell’opera e ne sia dominato. Produco personalmente i colori per ottenere la “granatura” e la fluidità desiderata.

Recentemente, in occasione di una visita nel mio studio, un curatore del LAC (Lugano Arte Cultura), mi ha bonariamente accusato di “maltrattare” le opere; ho spiegato la mia particolare visione relativa ai segni del tempo: essi depositandosi sui dipinti divengono parte integrante dell’opera stessa e in qualche modo la “maturano”.

Inizialmente, nella mia mente è depositato un progetto che, mentre prende forma, si modifica autonomamente atttraverso l’inevitabile intervento del Caso, di cui seguo le impalpabili suggestioni.

Frequenze cosmiche – Work n. 131018

 

POZ_8011

Frequenze cosmiche – Work n. 131018

Cycle FREQUENZE

Mixed media on canvas – 102x102x3 cm. – 2013

Opera esposta alla Mostra FREQUENZE 140621/0712  presso Spazio Natta – Comune di Como.

Photo by Carlo Pozzoni