LO STRANO COLORE DEL ROSSO

a cura di Velasco Vitali
1 dicembre 2018 – 28 aprile 2019
sab. e dom. 11/13 – 17/19
Circolo, via Manzoni – Bellano
http://www.archiViVitali.org

Le due opere che preferisco, perché più affini alla mia poetica, sono la n. 2 di Giovanni Frassi “Heliconia paradise” 2017 e la n. 9 di Alessandro Bazan “Tecnifilla” 2005.

comON THE NEW ECO

dall’1 al 16 dicembre Ex Chiesa di San Pietro in Atrio via Odescalchi Como.

Mimmo Totaro per Miniartextil firma il nuovo progetto artistico per comON.

Interessante il suo allestimento anche se un po’ “rado”.

Celebrazione della donna o mercificazione della sua immagine? L’esaltazione della bellezza femminile personalmente la riserverei allo spettacolo, privato o pubblico che sia. Siamo dibattuti tra due eccessi, la mortificazione totale cercata dagli islamici con il burka e l’esposizione del corpo sempre più senza “veli”. Quindi risulta essenziale cercare la ‟giusta misura”, quella che i greci chiamavano ‟Katà Métron”.

I NOMI E LE FORME SONO GUSCI VUOTI Mostra personale di DORIAM BATTAGLIA presso la Galleria IL SALOTTO via Carloni 5/c, Como . Dal 16 novembre al 15 dicembre 2018. Lettera a Doriam di MICHELE CALDARELLI, www.caldarelli.it

Lettera a Doriam Battaglia

Caro Doriam,

Bellezza è verità, verità è bellezza, – questo solo

Sulla Terra sapete, ed è quanto basta

saremmo tentati di considerare anche solo questo verso di Keats per sottolineare le tue intenzioni in pittura, senonché la tua concreta volontà di indagine epistemologica impone una seconda deriva all’esame dei tuoi dipinti. Tutto ciò che è bello è anche vero… e buono, era convincimento anche di Platone ma, sebbene il bello possegga indiscusse proprietà etiche, non possiamo limitarci all’ideale romantico, nell’individuare quale fonte di ispirazione e di vita stia a monte della tua ricerca della verità. Lasciamoci dunque alle spalle Keats e Platone e tuffiamoci nella modernità, o quasi, e convinciamoci che la reiterazione senza fine del tuo “tema espressivo” di una presunta asserzione estetica del “questo è e tanto basta” non deve trarci in inganno. Dobbiamo spingere la nostra osservazione più in là, oltre lo specchio di Alice, dove il fascino delle argomentazioni quantistiche va a braccetto con l’affabulazione di Carroll, per persuaderci di quanto, e soprattutto nella realtà di tutti i giorni, nulla corrisponda a ciò che sembra. Tutto muta, scorre, ed ad ogni istante è già altro da ciò che era, benché, parafrasando la logica di Zenone, e al di là del “tempo” tutto permanga in ogni istante immobile e identico a sè stesso.

Se però l’arte cattura gli istanti di bellezza, rendendoli eterni, allo stesso tempo questi istanti, se vissuti separatamente, rischiano di mostrarsi alla fine privi di vita, restando appunto “gusci vuoti”, e la vera conoscenza permane inattingibile, estranea al nostro sentire.

Per uscire dall’evidente empasse emersa, occorre prestare maggiore attenzione alla struttura “sinaptica” dei tuoi dipinti, immersa e permeata da sfocature sempre più insistenti. Con tale orientamento logico, alla fine troviamo giovamento nell’applicarvi una logica “fuzzy” o logica sfumata attribuendo a ciascuna proposizione, “pittorica” nel tuo caso, un grado di verità diverso da 0 e 1 e compreso tra di loro. Con grado di verità o valore di appartenenza inteso, oltre che veridico o falso come nella logica classica, anche parzialmente pertinente ad una delle due asserzioni useremo una logica polivalente, dunque, che può farci condividere quanto ripeti in infiniti modi, con pervicacia e sincera lucidità. Il tuo alfabeto segnico si potrebbe considerare una metafora o, se vogliamo, un assunto simbolico di ciò che in natura è ogni semenza… non più parte della vegetazione madre e non ancora di quella a venire o meglio, dando maggior senso alla continuità della vita, ancora parte di ciò che l’ha prodotto e già figlio della progenie futura.

Michele Caldarelli

16 novembre 2018

PAROLE E FORME SONO GUSCI VUOTI

Solo quando bellezza e verità cercano di coincidere nella medesima opera si può parlare di vera arte. L’intento della mia opera: mettere in crisi le certezze dell’osservatore sulla “realtà” accrescendone la consapevolezza. Il nostro mondo é generato dalla mente che riceve e trasforma le percezioni sensoriali (gli impulsi elettrici) in immagini e pensieri illusori che ci restituiscono una realtà determinata unicamente dalle influenze culturali apprese a partire dall’infanzia. Da questi input la coscienza genera l’universo, apparentemente esterno a noi, in cui viviamo. In tutto questo processo non vi é nulla di vero in modo assoluto; le mie opere non sono meno “realistiche” o “veritiere” di quelle di Caravaggio; utilizziamo unicamente due modi diversi di interpretare le percezioni sensoriali. Non fermarsi alla superficie degli oggetti, ma vederli per ciò che sono, flussi di energia vibrante (quanti di energia o “stringhe”, secondo le più recenti teorie). Nulla é realmente determinabile, possiamo solo, nel migliore dei casi, stimare la probabilità con la quale un evento si realizzerà. Tutto ciò che percepiamo é unicamente frutto della coscienza, è nella mente, e fuori di essa nulla può esistere. Non possediamo strumenti diversi per indagare il mondo, siamo condannati ad una perenne illusione, non potremo mai conoscere la realtà nella sua interezza, ma solo percepirne una pallida riproduzione, differente per ogni testimone. Tutto ciò che conosciamo non sono altro che immagini e parole generate dalla mente (gusci vuoti), la quale, in base alle decodifiche apprese nei primi anni di vita, modella una realtà illusoria alla quale poi crede e assume come “oggettiva”. Viviamo in un mondo relativo ove c’é un’unica certezza, quella di “essere”, di esistere. Se così non fosse, non potremmo nemmeno porci tali questioni. Le mie opere vorrebbero essere come un paio di occhiali, che pur non permettendoci di vedere il mondo per ciò che é, mettano in crisi le nostre certezze desunte da ingannevoli impressioni. L’essenza della vita prende corpo nell’essenza delle immagini. Dipingere é, per me, un azione talmente mentale da essere sempre una forma di sofisticata astrazione. Nelle mie opere recenti appaiono sempre delle sfocature di fondo che danno il senso della profondità spaziale e temporale (materia ed energia oscura), il disfacimento e consunzione della superficie a ricordo dell’impermanente bellezza di ogni cosa. Nel mio lavoro non faccio altro che inseguire il segreto stesso della pittura, da anni dipingo sempre il medesimo soggetto con infinite variazioni, sostanza cangiante, inafferrabile e sempre mutevole, il tentativo di dipingere ciò che non può essere dipinto, rappresentare l’irrappresentabile, l’essenza stessa della vita e della coscienza. Le mie opere restano così sospese tra realtà e astrazione, tra il visibile e l’invisibile. Come ci ricorda Gerhard Richter la pittura é sempre fatta di illusioni, di ombre, di luce immateriale, di immagini ipnagogiche, di visioni interiori. La bellezza esiste solo negli occhi di chi guarda e guardando riflette se stesso.

Voglio chiudere questo breve scritto parafrasando il poeta norvegese Olav H. Hauge nella poesia “La strada”.

Questa é la mia strada/solo io /posso percorrerla /e non /posso tornare indietro.

Doriam Battaglia

2 novembre 2018

181107 Locandina IL SALOTTO

 

 

 

 

IL MANIFESTARSI DELLE FORME

Mostra personale, opere di Doriam Battaglia

presso IL CORNICIAIO di Guido Zamatto,

via Milano 86 Como – tel. 031 269 126

INAUGURAZIONE giovedì 11 ottobre alle ore 18,00

Apertura dal 12 ottobre al 15 novembre 2018

con orario da martedì a sabato 9|12 15|19

18100 Locandina ZAMATTO

L’EMERGERE DELLA COSCIENZA

La vita, che é coscienza e senso dell’essere, é contenuta in potenza nella materia-energia ed é il risultato dell’interazione di questa con le leggi della natura. L’esperienza del mondo diviene possibile solo dopo l’emergere della coscienza nel corpo (essenza del cibo). Il mondo vegetale é il nostro antenato e non potrebbe essere altrimenti in quanto l’essenza vegetale é una necessità assoluta per la creazione del regno animale e della specie umana. I nostri corpi devono essere sostenuti e nutriti continuamente dall’essenza vegetale del cibo. La coscienza possiamo paragonarla ad un paio di occhiali che ci permettono di vedere l’universo, ma noi non siamo gli occhiali e nemmeno ciò che vediamo; siamo l’atto stesso del vedere, il testimone del veduto. Il testimone non é la coscienza, il mezzo per cui egli può accadere, e neanche il mondo manifesto che viene testimoniato, ma é per mezzo della coscienza che noi esperiamo e osserviamo il mondo. Il tempo e lo spazio sono contenuti nella coscienza, senza coscienza non esistono e non può esiste assolutamente nulla senza di essa. L’osservatore non scompare quando la coscienza e il campo di osservazione non ci sono più. Perché un oggetto possa esistere é necessaria l’esistenza di un osservatore che testimoni tale presenza. Solo nella forma corporea é possibile fare delle affermazioni, senza il corpo non c’é coscienza e senza coscienza non esisterebbe il mondo. Tutto quello che accade non é altro che il gioco del manifestarsi della materia-energia nel regno della consapevolezza. La domanda da porsi é: come é accaduto che mi sono ritrovato con un paio di occhiali che mi permettono di vedere il mondo? Ogni qual volta si creano le condizioni per cui la coscienza appaia ciò accade da sempre e per sempre. In tutto questo la mente ha un ruolo secondario, impegnata com’é perennemente nei suo chiacchiericcio interiore. La mente é utile solo per condurre gli affari del mondo non a comprendere le ragioni dell’universo. Nell’universo amore e verità coincidono e possiamo parlare di opera d’arte solo quando bellezza e verità coesistono. Gli esseri umani, nonostante appartengano biologicamente al regno animale, hanno il potere di evolversi e acquisire conoscenza e saggezza per comprendere il principio onnipervadente l’universo. L’opera d’arte si presenta come una cristallizzazione di sentimenti, emozioni, intuizioni, avente lo scopo di comunicarle e tramandarle ad altri. L’espressione artistica visiva é nata contestualmente al linguaggio, ma mentre il linguaggio lavora per pensieri-parole, essa procede per immagini lasciando ampio spazio all’intuizione e alla fantasia dell’osservatore.

SEGRETA ISOLA Ragione e sentimento – 2° edizione 2018

Sono aperte le iscrizioni alla Rassegna di pittura e fotografia “Ragione e sentimento” 2° edizione 2018 di SEGRETA ISOLA.

La scadenza per l’iscrizione é fissata per il 30 GIUGNO 2018.

Bando, moduli e Programma sono scaricabili dal sito http://www.segretaisola.it
Mercoledì 23 maggio nel programma Angoli di Espansione TV ci sarà una prima presentazione dell’evento alle ore 19,00
Venerdì 25 MAGGIO 2018 alle ore 18,30 presso la Libreria UBIK di pazza San Fedele 32 Como si svolgerà la presentazione dell’evento. Durante l’incontro sarà possibile avere eventuali chiarimenti in merito alle modalità di partecipazione.

Locandina